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Vaccini: in scuole infanzia decreto vieta accesso ma non frequenza

La Flc Cgil avverte il governo che il decreto vaccini per l'anno scolastico 2017/2018 non vieta la frequenza della scuola dell'infanzia ai bambini regolarmente iscritti (6 mesi fa) perché la vaccinazione costituisce solo un requisito di accesso.

"Come accade sempre più spesso nel caso di applicazione di nuove norme, la fretta con cui il governo ha deciso di licenziare una legge pasticciata e per alcuni versi irrazionale, non tiene in alcuna considerazione i tempi della scuola, in totale disprezzo del lavoro di dirigenti scolastici e segreterie e del valore stesso del servizio di istruzione, garantito dalla Costituzione" denuncia in una nota la Flc Cgil, commentando il decreto vaccini e le successive circolari del Ministero della Salute e del MIUR sull'applicazione della legge, che prevede tra le altre cose l'esclusione dalle scuole d'infanzia dei bambini da 0 a 6 anni se non vaccinati.

La Federazione lavoratori della conoscenza precisa però che "a 6 mesi dalla chiusura delle iscrizioni e dall'accettazione delle domande, il patto di corresponsabilità stipulato tra i dirigenti scolastici e le famiglie delle bambine e dei bambini iscritti alle scuole dell'infanzia non può essere violato a causa di norme imposte da una legge successiva che, pur nella dichiarata urgente finalità di tutela della salute pubblica, consente alle ASL tempi distesi per l'implementazione dei sistemi informatici necessari a gestire il flusso dei programmi vaccinali (entro 10 giugno 2020), mentre impone da subito al servizio nazionale di istruzione, solo indirettamente coinvolto dalla materia, una funzione di controllo su un adempimento sanitario estranea ai compiti delle scuole e dei dirigenti".

Il sindacato invita quindi "i dirigenti scolastici a non precludere la frequenza della scuola dell'infanzia ai bambini regolarmente iscritti per l'anno scolastico 2017/2018 e a limitarsi, come prevede la legge, a segnalare alle ASL entro il 20 settembre, per gli adempimenti di loro esclusiva competenza, i nominativi dei genitori che non abbiano sottoscritto le autocertificazioni". La Flc Cgil chiarisce infatti: "Né la legge, né le successive circolari impongono in alcun punto il divieto di frequenza, affermando solo che la vaccinazione costituisce un requisito di accesso: - e si aggiunge - se il decisore politico ha intenzione di escludere dalla frequenza della scuola dell'infanzia fin dall'a.s. 2017/2018 i bambini non vaccinati ma regolarmente iscritti e accettati, deve dirlo esplicitamente assumendosene tutte le responsabilità".

"Come Flc Cgil vigileremo affinché l'applicazione della legge sui vaccini, contenente finalità estranee al servizio di istruzione, non si trasformi nell'ennesima molestia per i dirigenti scolastici e le segreterie delle scuole e non produca irreparabili lesioni al diritto all'istruzione. - viene infine assicurato - Eventuali dissonanze che i legali della Flc dovessero rilevare tra questi provvedimenti e le norme di rango superiore (la Costituzione) saranno puntualmente denunciate in sede legale".

© riproduzione riservata | online: | update: 24/08/2017
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