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Vaccini Emilia Romagna per asilo nido ma 80% reazioni avverse è in bimbi

In Emilia Romagna è legge il provvedimento che obbligherà i genitori a vaccinare i figli per iscriverli all'asilo nido. Una norma che non manca di suscitare polemiche non solo perché i vaccini obbligatori sono 4 ma è disponibile unicamente l'esavalente ma anche perché l'80% di reazioni avverse a seguito di vaccinazioni è nei bimbi da 1 mese a meno di due anni, secondo rapporto OsMed 2015.

L'Emilia Romagna ha da ieri una nuova legge regionale che riforma i servizi educativi per la prima infanzia (asilo nido), approvata dall'Assemblea legislativa con 27 voti favorevoli (PD), 5 no (M5S) e 10 astenuti (Sel, Ln, FdI, Fi). In particolare l'articolo 6, quello che introduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni antipolio, antidifterite, antitetanica e antiepatite B come requisito d'accesso per i bambini a quegli stessi servizi, pubblici e privati, è stato votato da PD, Sinistra ecologia e libertà, Fratelli d'Italia, Forza Italia; contrario il MoVimento 5 Stelle, astenuta la Lega Nord.

"Contrariamente a quanto affermato dagli esponenti della giunta regionale, questo provvedimento non ha nulla a che fare con la tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli, né è fondamentale per la prevenzione. È un provvedimento inutile e demagogico, che serve solo a mostrare i muscoli di una amministrazione sorda alle istanze della cittadinanza e prona verso logiche di prevenzione anacronistiche che si basano sull'equazione indimostrabile vaccinazione uguale immunizzazione, che servono solo a ricattare i genitori obiettori negando un diritto e un servizio fondamentale, un atto di pura violenza contro la famiglia" chiarisce in una nota il Comilva, il Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni.

"Ci chiediamo semplicemente - prosegue quindi l'associazione - come l'Assessore Venturi e il Presidente Bonaccini intendono tutelare la salute dei bambini più deboli al di fuori dei nidi: si facciano questa domanda e ci diano una risposta credibile".

Il Comilva ricorda quindi che "la vaccinazione è un atto medico importante che comporta rischi documentati da reazioni avverse certificate da organi istituzionali: l'ultimo Rapporto di sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia riguarda il 2013. - e specifica - In quel rapporto furono dichiarate 3.727 reazioni avverse, che in realtà - semplicemente rendendo omogeneo il tasso di segnalazione al livello del Veneto - dovevano essere almeno 15.000. Rispetto all'anno precedente, l'indagine rivelava un forte aumento della segnalazione nella fascia di età da 1 mese a meno di due anni (dal 34% al 63%). Nel rapporto OsMed 2015, per la stessa fascia di età si è passati da 2.341 (2013) a 6.273 segnalazioni (quasi l'80% del totale), quindi con un incremento del 168% (2.68 volte)".

L'ex pentastellato Adriano Zaccagnini, in una interrogazione (poi ritirata) al ministro della Salute Beatrice Lorenzin riportava gli stessi dati del rapporto OsMed dell'Aifa, nel quale venivano calcolati appunto "7.892 effetti collaterali dovuti da vaccini" specificando che "circa un terzo, il 32%, delle segnalazioni è stato definito grave".

Nella stessa interrogazione, poi, veniva rammentata la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo pubblicata nel 2002 che afferma che "in quanto trattamento sanitario non volontario, la vaccinazione obbligatoria interferisce con il diritto alla privacy così come garantito dall'articolo 8 della 'Dichiarazione Universale dei Diritti Umani'".

Anche la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, all'articolo 3 (Diritto all'integrità della persona) stabilisce inoltre che "ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica" e che "nell'ambito della medicina e della biologia deve essere in particolare rispettato il consenso libero e informato della persona interessata".

Il Comilva ribadisce inoltre che "questo provvedimento contrasta in modo evidente con la legge regionale DGR 256 del 13 marzo 2009, 'Indicazioni alle Aziende sanitarie per promuovere la qualità delle vaccinazioni in Emilia Romagna' e con il DPR 355/1999 (Regolamento recante modificazioni al DPR 1518/67 in materia di vaccinazioni obbligatorie, normativa nazionale)". Infine, viene aggiunti, "va in direzione diametralmente opposta alla Convenzione di Oviedo (Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina, Consiglio d'Europa, 1996) a cui il nostro paese ha aderito pienamente".

A tutto questo si aggiunge il fatto che i vaccini vengono somministrati in maniera esavalente anche se per legge sono obbligatori solo 4. La norma varata in Emilia Romagna quindi rischia di essere incostituzionale, almeno fino a quando non saranno disponibili vaccini singoli.

Per tutti questi motivi, il Comilva annuncia che "utilizzerà ogni forma possibile di opposizione civile e giudiziaria verso questa deriva autoritaria, pericolosamente inutile, irrispettosa e lesiva delle libertà fondamentali e dei diritti della famiglia".

© riproduzione riservata | online: | update: 23/11/2016
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