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Decreto vaccini: "fascismo sanitario" con "leggi razziali lobby del farmaco"

Il decreto Lorenzin che rende obbligatori 12 vaccini, pena multe da migliaia di euro e la perdita della patria potestà, puzza di "fascismo sanitario" denuncia Adriano Zaccagnini, deputato di MDP. In rivolta anche il Moige mentre il fondatore del Gruppo Editoriale Macro è in sciopero della fame per opporsi "alle nuove leggi razziali dell'industria farmaceutica".

"Il decreto legge che impone la vaccinazione coercitiva non personalizzata e di massa è un atto di fascismo sanitario in quanto viola il diritto costituzionale alla libertà di cura e all'inviolabilità della persona umana, oltre a contraddire la Convenzione di Oviedo sui diritti dell'uomo e la biomedicina", dice chiaramente Adriano Zaccagnini, deputato ex M5S oggi di Movimento Democratico e Progressista (MDP).

Nel corso di una recente conferenza stampa alla Camera (che alcuni parlamentari volevano censurare) Zaccagnini aveva chiesto al governo spiegazioni sui risultati del progetto SIGNUM del 2011, che mostra danni al DNA se c'è una somministrazione di più di 5 vaccini insieme.
Con il decreto Lorenzin, invece, i vaccini obbligatori diventano 12 (non esiste in nessun Paese al mondo) pena la sospensione della potestà genitoriale, oltre a multe da migliaia e migliaia di euro.

Tanto che anche il Moige (Movimento Italiano Genitori) ha immeditamente denunciato che il governo è "al delirio sanitario" chiedendo quindi al Parlamento di intervenire per correggere il decreto.
Antonio Affinita, direttore generale del Moige, precisa infatti: "La misura è colma, il governo si mette contro 16 milioni di famiglie e la ministra Lorenzin, che mai le ha coinvolte a un tavolo per parlare di queste cose, agita lo spettro di multe superiori a quelle riservate a chi vende alcolici o tabacchi ai minori. E adesso perfino la patria potestà sui figli. Incredibile".

"Siamo al dirigismo statalista, arrivare a togliere i figli significa aver superato i limiti di ogni rispetto istituzionale. Come famiglie siamo a dir poco sconvolti dalle modalità di agire del governo. Lo dico senza mezzi termini: è crollato il rapporto fiduciario con le istituzioni e mi auguro che il Parlamento rimedi. - chiarisce quindi Affinita - Le famiglie italiane non possono essere trattate con questa coercizione, i genitori italiani trattano i loro figli nel migliore dei modi. Non c'è nessuna dinamica di emergenza in termini di salute per i nostri figli, lo dice perfino Gentiloni. E allora proprio non riusciamo a capire cosa si sta facendo ma ci auguriamo che subito le forze politiche in Parlamento blocchino questo delirio".

Beatrice Lorenzin invece tira dritto ed annuncia che l'obbligo alle 12 vaccinazioni entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico (cioè da settembre 2017). Il Ministero della Salute, invece, non ha la stessa solerzia nel pubblicare i dati del "Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia", che l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha l'obbligo (quello sì) di diramare ogni anno.

Invece, gli ultimi dati risalgono al 2013 e per quanto riguarda l'esavalente le segnalazioni di reazioni insorte sono state 1.343 con un tasso di segnalazione pari a 90 per 100.000 dosi vendute. Le reazioni gravi sono state invece 141 (10,5%). Le reazioni gravi riguardano in particolare piressia e iperpiressia, ma nel 23,3% dei casi, secondo il rapporto, si registrano disturbi psichiatrici, mentre il 16,8% delle reazioni riguarda patologie del sistema nervoso.
Zaccagnini infatti osserva: "Il problema sta nei dati allarmanti dell'aumento delle reazioni avverse gravi negli ultimi anni che il Ministero della Salute nasconde, non fornendo i dati aggiornati Aifa da 3 anni, ma soprattutto nell'impossibilità da parte di un soggetto sano di poter scegliere liberamente insieme al medico se sottoporsi o meno a vaccinazione e quindi accettare consapevolmente un rischio di reazione avversa certamente presente".

"Il provvedimento inoltre si configura con la presenza di profili di incostituzionalità per l'inconsistenza dell'urgenza e per non prevedere misure realmente necessarie, utili e proporzionate. - prosegue il deputato - Il diritto alla libertà di cura, compromesso dalla minacciata lesione di un altro diritto costituzionalmente garantito, come quello all'istruzione, e dalla possibile sospensione della responsabilità genitoriale, sarà certamente motivo di approfondimento e ricorsi".

Alcuni genitori, infatti, cominciano a sentirsi come le mamme che nei campi di concentramento venivano separati dai loro figli. A dire che questo "decreto legge puzza di fascismo" non è infatti solo Zaccagnini. Giorgio Gustavo Rosso, giornalista, editore e fondatore del Gruppo Editoriale Macro ha difatti iniziato uno sciopero della fame per opporsi "alle nuove leggi razziali dell'industria farmaceutica".

Da ricordare, come ha denunciato anche l'Antitrust italiana, che il mercato dei vaccini è in mano ad un "oligopolio fortemente concentrato su base mondiale, con quattro imprese multinazionali - GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, Merck Sharp & Dohme e Pfizer - che detengono oltre l'80% in valore delle vendite complessive dei vaccini in un settore con un fatturato complessivo che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita".
"Multinazionali già invitate da Matteo Renzi a Palazzo Chigi nel 2014 per investire nel nostro Paese. - ricorda Zaccagnini - A questi colossi della farmaceutica è stato garantito un mercato privo di rischi d'impresa e nessun vincolo di responsabilità nel dover rispondere con risarcimenti ad eventuali reazioni avverse gravi correlate ai prodotti immessi in commercio attraverso il sistema sanitario nazionale".

"Questa iniziativa del governo italiano attuale mi ricorda molto le leggi razziali del fascismo, per la difesa della razza italiana dagli ebrei", denuncia infatti Giorgio Gustavo Rosso nel spiegare perché ha scelto di entrare in sciopero della fame.
"L'industria chimica farmaceutica e i nostri vertici politici e sanitari, attraverso radio e tv, giornali e riviste, stanno realizzando in Italia, da circa due anni una campagna di propaganda razziale contro i bambini non vaccinati, che io preferisco chiamare i 'bambini bio', discriminati rispetto ai bambini vaccinati. - prosegue - Si tratta di una guerra totale, violenta e senza scrupoli, contro chi non vuole introdurre veleni chimici e biotecnologici nel proprio corpo, non vuole essere intossicato e avvelenato, e per conseguenza diventare farmaco dipendente per tutta la vita. Questa non è la Repubblica Italiana, non è la Costituzione italiana, ed è nostro dovere ribellarci contro tutto ciò!".

Il giornalista quindi rammenta: "Fra l'inizio di agosto e la fine di ottobre 1938 in Italia venne emanata una serie di provvedimenti, che prevedevano il divieto di iscrizione dei ragazzi ebrei a qualsiasi tipo di scuola. 80 anni dopo, il 19 maggio 2017, il Governo italiano ha emanato un decreto legge che prevede il divieto di iscrizione dei bambini bio (non vaccinati) a qualsiasi tipo di scuola".

"Le istituzioni democratiche repubblicane hanno compiuto un passo scellerato verso la compressione di fondamentali diritti costituzionali. Quello di oggi è un ulteriore passo verso uno stato tecnocratico totalitario che censura l'autonomia di scelta dei cittadini, dei medici e nel caso specifico dei genitori. Un passo che porterà alla definitiva perdita di fiducia nelle istituzioni democratiche da parte di migliaia di persone" conclude infatti l'esponente di MDP, annunciando che lunedì 22 maggio si riunirà il coordinamento del "Movimento per la libertà di scelta" dove verrano decise "le azioni da intraprendere per contrastare questa deriva autoritaria". Già fissata invece per l'8 luglio la manifestazione nazionale a Pesaro.

© riproduzione riservata | online: | update: 22/05/2017
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