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Terremoto L'Aquila: per UE tasse sospese sono aiuti di Stato. E perché no?

Pronti alla mobilitazione imprenditori, professionisti ma anche istituzioni e sindacati contro la decisione dell'UE che chiede il recupero delle tasse sospese dopo il terremoto de L'Aquila del 2009. Per l'UE, lo Stato non può aiutare i cittadini in difficoltà.

Monta la protesta di imprenditori e professionisti a partita IVA del cratere de L'Aquila. L'Unione europea ha stabilito che la sospensione delle tasse dopo il terremoto del 2009 sono da considerarsi aiuti di Stato. Lo Stato quindi non può aiutare i propri cittadini in un momento di bisogno? A quanto pare, per l'UE no tanto che chiede il recupero immeditato di tutte le somme non pagate.

Le ingiunzioni di pagamento, inviate dal commissario nominato dalla Presidenza del Consiglio Margherita Maria Calabrò dopo che la Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione, sono arrivate ad imprenditori e professionisti alla vigilia di Pasqua. Subito è scattata la mobilitazione per scongiurare pagamenti milionari che rischierebbero di mettere nuovamente in crisi un territorio già martoriato dal sisma.
Sarebbero 350 le cartelle esattoriali giunte, che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese.

In attesa del ricorso davanti al Tar contro la nomina di Calabrò, imprenditori, professionisti ma anche istituzioni, politici, associazioni di categoria e sindacati avvertono che sono pronti per le proteste, e si annunciano già possibili blocchi stradali per creare più disagi possibili. "Sono pronta a tornare sull'autostrada con sindaci del cratere, cittadini e categorie del settore per bloccare questa assurda ingiustizia" assicura anche la deputato del PD Stefania Pezzopane.

© riproduzione riservata | online: | update: 04/04/2018
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