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Reddito di cittadinanza 2018: quali tasse aumenteranno per finanziarlo?

Quali tasse aumenteranno per finanziare il reddito di cittadinanza 2018? Nella proposta di legge del M5S saranno in primo luogo aumentate le imposte sul gioco d'azzardo e verrà introdotta una tassa sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari.

Il MoVimento 5 Stelle ha vinto le elezioni del 4 marzo 2018 soprattutto per aver proposto l'introduzione del reddito di cittadinanza. Tra Lega e M5S potrebbero esserci dei punti di convergenza per avviare un governo insieme, e se da una parte Luigi Di Maio apre alla flat tax dall'altra Matteo Salvini comincia a studiare il reddito di cittadinanza.

Ma quanto costerà alle casse dello Stato finanziare il reddito di cittadinanza?

Secondo i calcoli presentati dai 5 Stelle nella loro proposta di legge, il reddito di cittadinanza avrebbe bisogno di una copertura di poco superiore ai 16 miliardi di euro l'anno.

Il fondo per il reddito di cittadinanza verrà in primo luogo verrà riempito con un aumento delle tasse sul gioco d'azzardo. Sarà aumentato poi di almeno 1 punto percentuale l'aliquota dell'imposta sul reddito delle società nel settore petrolifero e del gas. Verrà inoltre istituita un'imposta progressiva sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari (oltre i 2 milioni di euro).

Il reddito di cittadinanza verrà poi foraggiato dalla riduzione delle spese delle pubbliche amministrazioni, per un ammontare complessivo non inferiore a 100 milioni di euro. L'acquisto dei beni dovrà passare sempre attraverso la Consip, per assicurare risparmi non inferiori a 4,5 miliardi.

Inoltre, le somme riferite alle scelte non espresse dai contribuenti della quota dell'otto per mille finiranno per finanziare il reddito di cittadinanza, così come i contributi per l'editoria.

Il reddito di cittadinanza otterrà inoltre un congruo sostegno dal Ministero della Difesa, le cui dotazioni finanziarie saranno accantonate e rese indisponibili per un importo non inferiore a 3.500 milioni annui (3,5 miliardi di euro).

Per avere il reddito di cittadinanza, inoltre, gli italiani dovranno rinunciare a tutti gli enti pubblici non economici inclusi nell'elenco della legge 196 del 2009, che saranno soppressi. Esclusi gli ordini professionali e pochi altri istituti.

Per il reddito di cittadinanza dovranno poi tagliarsi gli stipendi i parlamentari, che non avranno più rimborsi per le spese di segreteria e di rappresentanza. Anche la diaria non potrà superare i 3.500 euro.

Interessante anche il fatto che il reddito di cittadinanza verrà coperto anche dalle pensioni di coloro che continuano a lavorare e l'attività è finanziata prevalentemente da risorse a carico del bilancio dello Stato, poiché l'assegno previdenziale gli verrà trattenuto.
I contribuenti potranno infine versare il 2 per mille al fondo per il reddito di cittadinanza in fase di dichiarazione dei redditi.

© riproduzione riservata | online: | update: 19/03/2018
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