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Da reddito di cittadinanza a tessera annonaria

Il reddito di cittadinanza sembra trasformarsi in una tessera annonaria digitale: i soldi non potranno essere messi da parte o usati a piacimento

Fa discutere la proposta dei 5 Stelle di erogare il reddito di cittadinanza attraverso una carta bancomat oppure la tessera sanitaria con chip. L'idea infatti è quella di creare una sorta di tessera annonaria digitale. Lo Stato ogni mese verserà in questo borsellino elettronico la cifra spettante al cittadino il quale però, da quanto si apprende finora, sarà costretto a spenderla integralmente.

Nel Def il deficit è stato portato al 2,4% del PIL. In questa maniera, sono stati sbloccati 27 miliardi di euro. La manovra del governo Lega-M5S però sarà di 40 miliardi. All'appello, quindi, ne mancano tredici. "I soldi ci sono. Basta farli girare" ha assicurato appena ieri da Genova Matteo Salvini. "Se la gente lavora, la gente investe, la gente spende, la gente compra, la gente paga le tasse, lo Stato incassa di più e il debito diminuisce" spiega infatti il vicepremier leghista.

Il reddito di cittadinanza quindi è pensato appositamente per rimettere in circolo i soldi che il governo elargirà. E ovviamente non si potranno nemmeno spendere a piacimento. "Se vengono fatti degli acquisti strani, particolari, la Guardia di Finanza è in grado di capire se la persona che sta percependo il reddito di cittadinanza è una persona che è davvero in quella situazione. Se per tre mesi verrà osservato che lei col reddito di cittadinanza va all'Unieuro magari un controllino della Guardia di Finanza si fa" afferma infatti il sottosegretario all'Economia Laura Castelli, intervenendo ad Agorà.

La pentastellata non pensa forse che quei soldi però potrebbero essere investiti magari per la creazione di un lavoro. All'Unieuro, infatti, non si comprano solo smartphone e tv ma anche computer, per esempio. O magari, una lavatrice e un frigo perché chi chiede il reddito di cittadinanza magari è costretto da anni a lavare i panni a mano e a mangiare scatolette. Per i 5 Stelle però questi acquisti sarebbero già un lusso.

Inoltre, sempre Laura Castelli chiarisce che chi riceve il reddito di cittadinanza "non potrà mettere da parte i soldi". Da quello che si capisce finora, infatti, o li si spende mensilmente per pane e pasta e altri generi di prima necessità oppure si perdono. L'idea di accantonarli per comprarsi un'automobile (uno scassone di terza mano, va da sé), utile se si sta cercando un lavoro, è un pensiero che non deve essere neanche sfiorato nel MoVimento 5 Stelle.

Chissà quindi se, memori dei vecchi tempi, il reddito di cittadinanza prevederà anche il razionamento a due chili al mese per pasta, farina di frumento e riso. Ma ovviamente, se così sarà, solo per la salute degli italiani poveri che altrimenti rischierebbero di fare indigestione da un momento all'altro.

© riproduzione riservata | online: | update: 02/10/2018
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