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Perché ha vinto il No al referendum? Istat: 1 su 4 in Italia è povero

Se qualcuno si domanda ancora perché ha vinto il No al referendum costituzionale bocciando la politica di Matteo Renzi e del suo governo deve leggere i dati dell'Istat, che certifica come nel 2015 un italiano su quattro si trova almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro.

Perché la stragrande maggioranza degli italiani ha votato No al referendum del 4 dicembre? Una prima risposta l'aveva data pochi giorni fa il Censis, confermando la situazione disastrosa in cui versa l'Italia e soprattutto dei suoi giovani, coloro infatti che al referendum hanno detto basta alla politica di Renzi. Il messaggio è stato chiaro: prima di pensare a riformare la Costituzione e ad elargire bonus in cambio dei diritti sindacali (leggi Jobs Act), il governo deve risollevare il Paese, ormai stremato da una crisi economica interminabile.

Ed infatti oggi l'Istat certifica che nel 2015 ben il 28,7% delle persone residenti in Italia, vale a dire 1 italiano su 4, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro (come da definizioni adottate nell'ambito della Strategia Europa 2020). Situazione che era già emersa nel 2014, quando nelle stesse condizioni era il 28,3% della popolazione italiana.

In particolare, l'11,5% dei residenti in Italia si trova in condizioni di grave deprivazione materiale e l'11,7% vive in famiglie a bassa intensità di lavoro.

Il Mezzogiorno è ancora l'area più esposta, ed infatti è al Sud e nelle Isole (Sicilia e Sardegna) che il No al referendum ha raggiunto picchi anche del 72%. Nel 2015 la stima delle persone coinvolte sale al 46,4%, dal 45,6% dell'anno precedente. Ma la quota è in aumento anche al Centro (da 22,1% a 24%) mentre al Nord si registra un calo dal 17,9% al 17,4% (dove ha primeggiato il Si).

Le persone che vivono in famiglie con cinque o più componenti sono quelle più a rischio di povertà o esclusione sociale: passano a 43,7% del 2015 da 40,2% del 2014, ma la quota sale al 48,3% (da 39,4%) se si tratta di coppie con tre o più figli e raggiunge il 51,2% (da 42,8%) nelle famiglie con tre o più minori.

La metà delle famiglie residenti in Italia percepisce d'altronde un reddito netto non superiore a 24.190 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese), mentre nel Mezzogiorno scende a 20.000 euro (circa 1.667 euro mensili).

Inoltre, dal 2009 aumenta il divario tra ricchi e poveri. Il reddito in termini reali cala infatti più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa invece da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere. In termini percentuali, il 20% più ricco delle famiglie italiane percepisce il 39,3% dei redditi totali, mentre il 20% più povero ne percepisce il 6,7%.

© riproduzione riservata | online: | update: 06/12/2016
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