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Omicidio Aldo Naro: "non c'è un solo assassino". Foto del cadavere su Facebook

I genitori di Aldo Naro, il 25enne neo laureato in medicina morto tre anni fa dopo una rissa nella discoteca Goa di Palermo, pubblicano su Facebook le foto dell'autopsia del figlio per chiedere giustizia.

Tre anni fa, nel febbraio 2015, moriva a 25 anni fuori dalla discoteca Goa di Palermo Aldo Naro. Ad essere condannato a 10 anni di reclusione Andrea Balsano, all'epoca dei fatti 17enne. Secondo la ricostruzione processuale Balsano, che lavorava abusivamente nella discoteca come buttafuori, avrebbe causato la morte di Aldo Naro con un calcio alla testa "mentre questi si trovava accasciato a terra, a causa di una caduta accidentale, occorsa mentre usciva dalla zona privè in cui era scoppiata la rissa".

I genitori di Aldo Naro però contestano queste conclusioni e a riprova di quanto sostengono decidono di pubblicare su Facebook il giorno di Pasqua alcune foto dell'autopsia del 25enne.
I familiari di Aldo Naro sottolineano come negli atti del processo venga sottolineato che "nel corso delle indagini avviate presso questa Procura non è emerso alcun coinvolgimento di persone maggiorenni nell'omicidio del giovane medico di Atripalda".
Rosario Naro, colonnello dei carabinieri e padre di Aldo, ha però pubblicato sulla pagina Facebook "Giustizia per Aldo Naro" le foto del cadavere del figlio che mostrano diverse lesioni in tutto il corpo.

Secondo il colonnello, queste ferite e queste ecchimosi non possono certo essere state provocate da un unico calcio alla testa.
"Adesso abbiamo deciso di dire basta. Aldo ha una mamma e una sorella. E io che sono uomo delle istituzioni non posso ignorare la loro voglia di verità e giustizia. Abbiamo appena iniziato a mostrare all'opinione pubblica tutte le incongruenze emerse nelle indagini. Non possiamo più stare zitti" denuncia Rosario Naro.

Nel post vengono anche riportati alcuni passaggi della "Relazione di consulenza medico-legale concernente il decesso di Aldo Naro", nella quale si evidenzia:
- presenza di lesione contusa con consensuale frattura delle ossa nasali;
-sul labbro inferiore, presenza di lezione abraso-contusa;
-alla regione antero-laterale destra e sinistra del collo, presenza di sfumate lesioni contusivo-compressive che si estendono alle regioni sovraclavicolari, bilateralmente;
-in regione temporale sinistra in sede retro e sotto auricolare, si rileva la presenza di lesione contusiva di colorito bluastro;
-alla base del collo, regione laterale destra, presenza di una lesione lineare disposta orizzontalmente;
-lesione abraso-contusa al polso destro e sul dorso della mano destra;
-al V dito della mano sinistra, presenza di lesione abraso contusa;
-ai polmoni presenza di ecchimosi asfittiche lobari e scissurali;
-sulla faccia posteriore del lobo inferiore del polmone destro, presenza di area contusa;
-alla sezione del parenchima polmonare, diffusa discromia ed intesa congestione associata ad edema;
-alla spremitura del polmone, fuoriuscita di notevole quantità di edema emorragico;
-alla apertura dei grossi bronchi, presenza di edema mucoso emorragico;
-presenza di infiltrato emorragico tra la parete dell'aorta toracica e la trachea, con consensuale coinvolgimento dell faccia posteriore del polmone destro che appare contuso;
-infiltrato emorragico che interessa il 6-7 spazio intercostale di sinistra lungo la linea ascellare ascellare posteriore.

"Chi ha provocato tutte le altre? E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito?" si domandano quindi i familiari del 25enne.
I genitori di Aldo Naro denunciano inoltre che "mancano" alcune foto dell'autopsia quali quelle "del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce" ma solo perché il medico non le ha mai scattate. "Inspiegabilmente, - aggiungono inoltre - non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna TAC a parte quella del cranio".

I familiari di Aldo Naro sono consapevoli della gravità di decidere di pubblicare le foto del cadavere di Aldo Naro sul tavolo del medico legale, non consigliate ad un pubblico sensibile. Ma spiegano: "Abbiamo voluto coinvolgere l'opinione pubblica su quanto è successo a nostro figlio".

© riproduzione riservata | online: | update: 04/04/2018
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