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Assegni non trasferibili: le regole per evitare multe da 6mila euro

Ecco le poche regole per evitare di vedersi recapitare una multa da migliaia di euro quando si versa un assegno che non riporta la dicitura non trasferibile.

Comincia a montare la polemica riguardo le multe inflitte dal Ministero dell'Economia a chi versa assegni non traferibili. Le norme antiriciclaggio sono in vigore da una decina di anni ma nel 2017 le multe sono state aumentate fino a 50mila euro. E' successo così che incauti cittadini si sono visti recapitare multe da migliaia di euro (con una oblazione da 6mila euro per chiudere in maniera anticipata il procedimento, da pagare entro 60 giorni dalla data di contestazione) per aver versato vecchi assegni di un blocchetto dimenticato nel cassetto. Solo dopo il 2008 infatti negli assegni è obbligatoria la dicitura non trasferibile, che ovviamente può essere aggiunta a penna in quelli antecedenti. Ma non tutti lo sanno.

Poiché è stato verificato che, in alcuni casi, le sanzioni elevate possono colpire cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità, il Ministero dell'Economia sta valutando la possibilità di modificare il regime sanzionatorio recuperando la proporzionalità tra l'importo trasferito e la sanzione.

La prima regola da seguire è quindi accertarsi che nell'assegno ci sia scritto "non trasferibile". Nel caso si possedesse un libretto degli assegni vecchio, è possibile:
- utilizzare i moduli di assegni del libretto esclusivamente per importi inferiori a 1000 euro, apponendovi il nominativo del beneficiario
- utilizzare i moduli di assegni del libretto per importi pari o superiori a 1.000 euro unicamente previa apposizione, da parte del traente, all'atto di emissione dell'assegno, della dicitura 'non trasferibile' e del nominativo del beneficiario.

Riguardo le sanzioni è bene invece sapere che il pagamento dell'oblazione è solo una delle opzioni possibili. Ricevuta la contestazione, il soggetto incolpato può decidere se pagare l'oblazione oppure se attendere la conclusione del procedimento sanzionatorio, nel corso del quale potrà fornire le proprie osservazioni con la possibilità anche di ottenere, laddove ne ricorrano gli estremi, un provvedimento di proscioglimento totale o l'irrogazione di una sanzione più bassa dell'oblazione.

Inoltre, nel caso in cui al termine del procedimento venga irrogata una sanzione, la nuova disciplina prevede la possibilità, per l'interessato, di chiedere la riduzione di un terzo: la sanzione minima concretamente applicabile, dunque, è pari a 2.000 euro.

© riproduzione riservata | online: | update: 15/03/2018
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