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Sicurezza urbana: servono strumenti per attuare decreto, dice Polizia locale

Le Polizie locali delle città metropolitane scrivono a governo e Parlamento in merito al decreto sicurezza urbana.

"Accogliere le proposte dell'Anci sulla modifica della legge sulla polizia municipale; adeguare la pianta organica delle polizie locali, a fronte delle nuove esigenze; reintrodurre l'istituto dell'equo indennizzo; consentire l'utilizzo, anche alle Polizie locali, delle banche dati interforze" chiedono a Governo e Parlamento i Comandanti delle Polizie locali delle città metropolitane, che si sono riuniti all'Anci per redigere una lettera aperta indirizzata al presidente del Senato Pietro Grasso, alla presidente della Camera Laura Boldrini, al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al ministro dell'Interno Marco Minniti.

Premettendo di aver "accolto con favore l'emanazione del decreto legge in materia di sicurezza urbana", i comandanti chiedono però, come si legge in una nota, che vengano loro forniti "gli strumenti necessari per attuare fattivamente quanto previsto dal decreto e per fornire ai nostri operatori pari condizioni e garanzie riservate a chi indossa una divisa e contribuisce quotidianamente a garantire la civile convivenza tra le persone".

"Nelle città metropolitane e nei grandi centri urbani, da molti anni, le polizie locali contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione dei servizi di sicurezza sul territorio al pari delle forze di polizia dello Stato, partecipano ai tavoli prefettizi, effettuano servizi interforze, svolgono la propria attività negli uffici delle procure di tutta Italia. - viene quindi ricordato - Alcuni compiti che nel passato erano di esclusiva competenza delle altre forze di polizia dello Stato oggi sono svolti con risultati di ottimo livello dalle polizie locali, che intervengono nei casi di reati predatori, reati contro donne e minori, abusivismo e contraffazione commerciale, contrasto alla prostituzione di strada, spaccio di sostanze stupefacenti, pirateria e sicurezza stradale, videosorveglianza, evasione di tributi locali. Per non parlare delle attività strumentali e di supporto al corretto esercizio dei servizi di ordine pubblico, erogati dai nostri operatori in occasione di manifestazioni, di eventi sportivi, di grandi eventi internazionali, delle scorte di personalità".

Da qui le richieste dei comandanti perché, si specifica, "se i 60mila operatori delle polizie locali costituiscono parte integrante del sistema finalizzato a garantire la sicurezza dei nostri concittadini, è indispensabile che il governo e il Parlamento adottino azioni concrete".

© riproduzione riservata | online: | update: 11/03/2017
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