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Intelligenza artificiale: in 3D scoperto che onde alte del mare sono molte di più

I ricercatori dell'Università Ca' Foscari Venezia e del CNR hanno brevettato un sistema che ha scoperto che nel mare ci sono molte più onde eccezionalmente alte di quanto finora ipotizzato dai modelli teorici.

Nel mare ci sono molte più onde eccezionalmente alte di quanto finora ipotizzato dai modelli teorici. E' quanto è stato scoperto dagli scienziati dell'Università Ca' Foscari Venezia e dell'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr), che hanno osservato il moto ondoso in mare aperto con occhi "elettronici", in grado di ricostruirlo in 3D.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Physical Oceanography, è stato svolto nel mar Adriatico, ma il risultato è di rilievo globale perché riguarda il comportamento delle onde in tutti i mari. La tecnologia utilizzata, coperta da brevetto, coniuga computer vision e oceanografia, in grado di misurare il mare in tempo reale anche da telecamere in movimento, posizionate quindi su navi e piattaforme mobili.

"La sfida era misurare una superficie in movimento, il mare, usando telecamere che cambiano continuamente il loro punto di vista, perché montate su strutture galleggianti in movimento, ci siamo riusciti dopo due anni di sviluppo e test in mare aperto", spiega Andrea Torsello, professore di intelligenza artificiale al Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica di Ca' Foscari.

Il CNR spiega in una nota: "Il sistema sfrutta l'intelligenza artificiale: due telecamere digitali sincronizzate fissano la superficie del mare e individuano punti in comune che la visione stereoscopica riesce a collocare nello spazio tridimensionale. I dati ricavati dai punti osservati, abbinati a risultati dei modelli statistici, vengono elaborati secondo un codice numerico che ricostruisce la superficie del mare in 3D. L'operatore, da remoto, vede sul proprio schermo la ricostruzione tridimensionale delle onde, ma soprattutto ha a disposizione in tempo reale dati riguardanti una superficie ondosa di 10 chilometri quadrati".

"Il sistema che abbiamo messo a punto offre informazioni preziose per la sicurezza di chi opera in mare ma ha permesso anche un avanzamento nella conoscenza scientifica del moto ondoso. L'esigenza di stime più accurate sulle onde estreme è resa ancora più urgente dai cambiamenti climatici in corso: con la frequenza di fenomeni intensi ed eccezionali destinata ad aumentare, diventa cruciale migliorare le previsioni sui possibili impatti delle mareggiate", precisa Alvise Benetazzo, ricercatore Ismar-Cnr di Venezia, tra gli autori dell'invenzione da cui è nato il progetto Wass (Waves Acquisition Stereo System) assieme a Francesco Barbariol, Sandro Carniel e Mauro Sclavo dell'Ismar-Cnr e Filippo Bergamasco e Andrea Torsello di Ca' Foscari.

© riproduzione riservata | online: | update: 03/02/2017
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