le notizie che fanno testo, dal 2010

Maxiprocesso di Palermo a Cosa Nostra nel documentario "Maxi+25"

Su Rai Storia il documentario 'Maxi+25' di Alessandro Chiappetta, in onda mercoledì 8 febbraio.

"Il 10 febbraio 1986 si apre a Palermo, in un aula bunker appositamente costruita, il maxi processo per crimini di mafia. Alla sbarra, 474 imputati. Lo racconta il documentario 'Maxi+25' di Alessandro Chiappetta - in onda mercoledì 8 febbraio alle 22.10 su Rai Storia - che ripercorre la genesi del processo, con l'istruttoria firmata da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e dagli altri giudici del pool antimafia" viene comunicato della tv di Stato.

Dalla Rai si specifica quindi: "Prima dell'inizio del dibattimento, della mafia si conosce ancora poco. Sono soprattutto i pentiti protagonisti del processo a svelare segreti e retroscena dell'organizzazione, a cominciare dal nome: Cosa Nostra. Su tutti, Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno, due uomini d'onore usciti sconfitti dalla seconda guerra di mafia, e ai quali i Corleonesi, le famiglie mafiose vincenti, avevano ucciso parenti e amici. Dalle loro testimonianze in aula emergono le prove decisive per incastrare Pippo Calò, Michele Greco, Luciano Liggio, i grandi padrini finalmente alla sbarra, o uomini come Bernardo Provenzano e Totò Riina, condannati all'ergastolo benché latitanti. Il racconto delle principali udienze e dei passaggi salienti del dibattimento si intreccia ai ricordi e alle testimonianze dei protagonisti."

Si illustra inoltre: "Tra questi, il Presidente del Senato, Pietro Grasso, il Presidente della Corte, Alfonso Giordano, il giudice Giuseppe Ayala, pm dell'accusa; ma anche giornalisti, avvocati, giudici popolari, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo in quegli anni, e il Capo della Polizia Antonio Manganelli, ex vicecapo del Nucleo Anticrimine, che si occupò della gestione della collaborazione di Buscetta."

Si prosegue: "Tra i momenti più toccanti, il confronto tra Pippò Calò e Tommaso Buscetta, definito dal Presidente Giordano 'teatro giudiziario', Fino alla descrizione delle 'camere della morte' da parte del pentito Vincenzo Sinagra, definite 'un mattatoio' da Mario Lombardo, membro della giuria popolare. E poi, le testimonianze delle parti civili, le madri e le vedove di mafia, che restituirono un'atmosfera drammatica e toccante all'intero processo. Un'esperienza che ha cambiato le vite di chi ne ha preso parte, e che ha profondamente segnato un'epoca della storia della mafia e della vita di Palermo."

"E non manca l'attuale analisi di chi la mafia la vive e la racconta oggi - si sottolinea in ultimo -, come il giovane cronista Giuseppe Pipitone, nato proprio nel 1987, durante il maxi processo, e giornalisti come Francesco La Licata, Enrico Bellavia e Giuseppe Lo Bianco, gran conoscitori dei fenomeni mafiosi, o come Salvatore Cusumano, per anni volto di punta dell'informazione della Rai in Sicilia."

© riproduzione riservata | online: | update: 08/02/2017
• DALLA PRIMAPAGINA:
• POTREBBE INTERESSARTI:
• LE ALTRE NOTIZIE:
social foto
Maxiprocesso di Palermo a Cosa Nostra nel documentario "Maxi+25"
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI