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Vivendi, Vincent Bolloré in stato di fermo: accusato di tangenti in Africa

Servizi di comunicazione sottofatturati durante le campagne elettorali di Alpha Condé e Faure Gnassingbé in cambio di concessioni portuali in Guinea e Togo: è questa l'accusa mossa a Vincent Bolloré, principale azionista del gruppo televisivo Vivendi.

L'imprenditore Vincent Bolloré, principale azionista del gruppo televisivo Vivendi, è in stato di fermo in Francia accusato di aver pagato nel 2010 delle tangenti in Africa. L'inchiesta di Nanterre riguarda le concessioni portuali a Lomé, in Togo, ed a Conakry, in Guinea. Bolloré dovrà difendersi dall'accusa di "corruzione di funzionari pubblici stranieri".

Oltre all'imprenditore, riporta il quotidiano online Le Monde, sono stati fermati il direttore generale del gruppo Bolloré, Gilles Alix, e il responsabile del polo internazionale di Havas, Jean-Philippe Dorent
Secondo i magistrati, i dirigenti del gruppo Bolloré avrebbero utilizzato la società Havas per prestare servizi di comunicazione sottofatturati durante le campagne elettorali di Alpha Condé, attuale presidente delle Guinea, e Faure Gnassingbé, attuale presidente del Togo.
In cambio, avrebbero poi ricevuto le concessioni portuali.

© riproduzione riservata | online: | update: 24/04/2018
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