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Direttiva copyright UE: addio anche al data journalism

Wkipedia bloccata e non visibile agli utenti per protestare contro la direttiva UE sul copyright, che rischia di uccidere anche il data journalism

A meno di 24 ore dal voto in Parlamento europeo, in Italia praticamente nessun politico ha preso posizione contro la liberticida e censoria direttiva UE che punta a riformare il diritto d'autore e il copyright. A niente è valsa persino la clamorosa protesta di Wikipedia, che ancora oggi continua a bloccare i contenuti agli utenti per tentare di smuovere qualche coscienza.

A rischio infatti non c'è solo la trasformazione di internet così come oggi la conosciamo, a causa della link tax (articolo 11) e delle censorship machine (articolo 13). Se la direttiva venisse approvata (come ormai appare scontato) e ratificata dagli Stati membri dell'Unione europea, si dovrebbe dire addio anche al data journalism e a tutte quelle attività economiche e non ad esse collegate, alla faccia della libertà di impresa.

L'articolo 3, infatti, stabilisce che l'estrazione di testo e di dati (Text and Data Mining) potrà essere effettuata "unicamente da parte degli istituti di ricerca, unicamente per ricerche scientifiche e, ancora, unicamente se gli obiettivi della ricerca in corso danno il diritto a tali istituti ad accedere alle informazioni" come riassume Mozilla Foundation, ugualmente critica verso la direttiva.

Ciò vuol dire che singoli soggetti, se non fanno parte di un "organismo di ricerca" quali "università, istituti di ricerca o qualsiasi altra organizzazione il cui obiettivo primario sia condurre attività di ricerca scientifica e fornire servizi didattici", non potranno più analizzare attraverso sistemi automatici i dati pubblicati su internet per estrapolare, per esempio, statistiche, schemi ricorrenti, tendenze, correlazioni.

Chi si oppone alla direttiva sul copyright, infatti, chiede che il Text e il Data Mining venga permesso anche ad altri soggetti, interessati ad utilizzare tecniche di estrazione per apprendere, informarsi, educare. Si pensi ai ricercatori indipendenti, ai gruppi di attivisti, ai giornalisti, ai documentaristi, alle startup.
"L'estrazione di testo e di dati - si fa infatti notare - è una pratica largamente riconosciuta al di fuori dell'Europa, che ha permesso di realizzare nuove applicazioni e innovazioni, senza per questo minare le basi della tutela sul diritto d'autore".

E' infatti ormai opinione comune (tranne evidentemente per alcune lobby che hanno fatto pressione sull'Europarlamento) che il text e data mining (TDM) aumenterà il progresso della scienza in modo esponenziale, dalle cure mediche alla nuova industria. Tanto che anche l'Association of European Research Libraries denuncia il tentativo dell'UE di ostacolare il libero accesso ai contenuti digitali. Lo scopo appare chiaro, questi devono essere fruibili ai soliti e "controllabili" noti.

Come l'articolo 11 vìola il diritto di citazione e tutte le licenze Creative Commons, e l'articolo 13 strozza la libertà di espressione a causa di una censura preventiva dei contenuti, l'articolo 3 appare quindi totalmente incostituzionale in quanto limita la libertà di scienza che, almeno in Italia, è tutelata dall'articolo 33 della Costituzione.

© riproduzione riservata | online: | update: 04/07/2018
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