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Roma: cocaina in crema. Complici "industrie di marchi famosi"

I Carabinieri hanno scoperto un traffico di cocaina in crema, confezionata con "la complicità di industrie di marchi famosi a livello internazionale"

Vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro: dalle prime luci dell'alba di oggi hanno dato esecuzione a una ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 9 persone (4 in carcere e 5 ai domiciliari), alle quali è stato contestato il reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

Per eludere i controlli, la cocaina veniva occultata eseguendo un particolare processo chimico effettuato in Sud America. Questa operazione rendeva la cocaina della consistenza di una crema densa e inodore, collocata all'interno di confezioni di shampoo, di prodotti cosmetici e alimentari. Il confezionamento, inoltre, avveniva in contenitori non modificati, "con la complicità di industrie di marchi famosi a livello internazionale" come sottolinea l'Arma in un comunicato stampa. Al momento, però, non è dato sapere quali aziende siano coinvolte in questo traffico di stupefacenti.

La droga era importata dal Perù e successivamente distribuita nelle principali piazze di spaccio romane, ma anche in altre province italiane. La cocaina grezza, con gradi di purezza anche del 99%, una volta giunta a Roma, veniva sottoposta a specifici trattamenti chimici da alcuni membri dell'associazione, specializzati nella "cottura", per essere trasformata nella classica forma pulverulenta.

I Carabinieri specificano che le cessioni agli acquirenti finali, effettuate dai pusher della organizzazione, erano dedicate soprattutto ai consumatori delle zone di movida del centro come Pigneto, San Lorenzo, Trastevere, Campo de' Fiori e Lungotevere. Oppure rimaneva all'interno della comunità peruviana romana.

L'inchiesta era partita nel marzo 2016 e ha portato alla denuncia, complessivamente, di 22 indagati, a 23 arresti in flagranza dei reati di spaccio, al sequestro di complessivi 17 chili di cocaina purissima e al sequestro di oltre 60.000 euro, in contante e altri valori, provento dei traffici internazionali.

Nel corso delle perquisizioni, i militati hanno anche trovato oggetti per il culto della così detta Santeria cubana, conosciuta anche come Yoruba. Viene riferito infatti che gli arrestati erano dediti rievocare genitori e antenati defunti, considerati protettori dei loro discendenti, pregando e offrendo sacrifici su altarini a loro dedicati, anche al fine, così come ascoltato durante le intercettazioni telefoniche, di garantire la buona riuscita degli illeciti traffici internazionali di cocaina. Non a caso, ai carabinieri che hanno effettuato gli arresti sono stati indirizzate macumbe e auspici malefici con l'intento di interrompere l'operazione.

© riproduzione riservata | online: | update: 27/06/2018
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