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Clonate le prime due scimmie: con eugenetica verso la chimera perfetta

La Cina è riuscita a clonare per la prima volta due scimmie, e non serve ormai molta immaginazione per ipotizzare che il prossimo passo evolutivo di tale tecnica porterà alla clonazione di un essere umano. Magari corretto dai difetti grazie all'eugenetica.

A quanto pare i valori sociali sono sufficientemente cambiati per clonare i primi esseri umani, come aveva previsto il cinese Boyalife Group quando ha aperto la più grande fabbrica al mondo di animali clonati (in particolare bovini da carne).
Con la stessa tecnica della pecora Dolly sono state infatti clonate per la prima volta due scimmie, ed i fan della teoria darwiniana non possono non aver pensato che il prossimo passo è quello di creare dei cloni di un essere umano.

Non a caso, persino Wikipedia nella pagina dedicata a Dolly scrive: "Nell'uomo la clonazione, nonostante l'opposizione basata su motivazioni filosofiche, etiche o mediche, se perfezionata, potrebbe essere una valida strategia riproduttiva (sic), in aggiunta alla fecondazione in vitro, alle madri surrogate, all'adozione e alla riproduzione tradizionale".
Parole terrificanti ed agghiaccianti soprattutto perché riportate nell'enciclopedia del pensiero unico che oltrettutto è purtroppo ormai è base delle ricerche dei ragazzi a scuola.

Ad essere stati clonati due macachi (Macaca fascicularis), ribattezzati Zhong Zhong e Hua Hua, nati geneticamente identici grazie alla tecnica del trasferimento nucleare da cellule somatiche (SCNT).
L'esperimento è stato annunciato sulla rivista Cell dall'Istituto di neuroscienze dell'Accademia cinese delle scienze a Shanghai e presentato, in maniera assai inquietante, come un modo per ridurre il numero di primati usati nella sperimentazione animale perché così si ridurrebbero le variabilità e gli errori statistici.

Gli ammiratori della clonazione non sembrano quindi considerare i risultati di queste sperimentazioni come dei veri e propri esseri viventi, neppure dopo aver visto il video che immortala le due piccole scimmiette che tentano in tutti i modi di uscire dalla loro gabbia, hi-tech ma che rimane pur sempre una prigione.

Finora il trasferimento del nucleo di una cellula dell'individuo da clonare in un ovulo non fecondato e privato del suo nucleo era fallito sulle scimmie per via di alcuni geni che rimanevano inattivati, ma i ricercatori cinesi sono riusciti a superare anche questo ostacolo.
Entusiasti anche molti ricercatori italiani, tra cui Carlo Alberto Redi, genetista dell'Università di Pavia e Accademico dei Lincei, che all'Ansa sottolinea: "La cosa più importante è il fatto che se i ricercatori cinesi sono riusciti a ottenere questo risultato significa che sono riusciti a identificare i meccanismi che consentono di 'accendere' o 'spegnere' determinati geni per fare in modo che una cellula somatica, come i fibroblasti che hanno utilizzato loro, possa essere messa in condizione di 'tornare' a uno stato tale da potere essere indirizzata a uno sviluppo diverso".

Quindi si avvicina sempre di più l'antico obiettivo del miglioramento della razza, non solo applicando l'abominevole tecnica della clonazione ma intervenendo sulla linea genetica (anzi eugenetica) per costruire la chimera perfetta.

© riproduzione riservata | online: | update: 24/01/2018
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