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Renato Vallanzasca "cambiato profondamente": carcere chiede semilibertà

Gli operatori del carcere di Bollate chiedono al Tribunale di Sorveglianza di concedere all'ex boss milanese Renato Vallanzasca, condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere, la libertà condizionale.

Renato Vallanzasca torna a chiedere di uscire dal carcere. Vallanzasca, protagonista irriducibile della mala milanese tra gli anni '70 e '80, condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere ed evaso più volte dai vari penitenziari in cui è stato rinchiuso a partire dal 1972, aveva già usufruito in passato di vari benefici.
Una prima volta nel marzo 2010 quando ottenne il beneficio del lavoro esterno, revocato nel maggio 2011 perché violava le regole. Nel febbraio 2012 Vallanzasca tornò a lavorare fuori dal carcere ma pochi mesi dopo tentò di mettere in piedi a Milano un commercio di mozzarelle con il gruppo camorristico dei Perfetto, nato dal disciolto clan La Torre di Mondragone.
Nel 2014, durante il regime di semilibertà concessogli dal carcere di Bollate, Renato Vallanzasca fu arrestato nuovamente per rapina impropria in un supermercato.

In questi ultimi 4 anni, però, Renato Vallanzasca avrebbe avuto un "cambiamento profondo, intellettuale ed emotivo", come scrivono gli operatori del carcere di Bollate in una relazione nella quale chiedono al Tribunale di Sorveglianza di concedere nuovamente all'ormai 67enne la liberazione condizionale (o in subordine alla semilibertà)
Secondo il loro giudizio, l'ex boss milanese infatti "non potrebbe progredire con altra detenzione".
Nei prossimi giorni il Tribunale di Sorveglianza deciderà quindi se far concludere a Renato Vallanzasca la pena fuori dal carcere.

© riproduzione riservata | online: | update: 17/04/2018

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