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Cuneo: sgominata banda dedita al traffico internazionale illegale di cani

Scoperto una associazione per delinquere dedita al lucroso business della vendita di cani illegalmente introdotti dall'est europeo.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Cuneo "rende nota una recente attività di contrasto ad una associazione per delinquere articolata in più regioni italiane e dedita al lucroso business della vendita di cani illegalmente introdotti dall'est europeo" informa in un comunicato l'Arma.

"Il fenomeno del traffico internazionale di cuccioli risulta alquanto fiorente in via generale a causa dei lauti guadagni ottenibili ed ai rischi relativamente contenuti per gli autori cui sovente le forze di polizia possono unicamente contestare singoli eventi criminosi e più difficilmente il reato associativo o il reiterato traffico illecito", evidenziano i militari.

"Nello specifico i cuccioli venivano ordinati ad un trafficante goriziano titolare di un allevamento in Ungheria ed in contatto con 'pseudo fornitori' in Grecia, Spagna, Polonia ed altri paesi europei. - viene diffuso dai Carabinieri - Le bestiole venivano nascoste nei bagagliai delle auto per affrontare lunghi ed estenuanti viaggi, privi delle documentazioni di accompagnamento e dei trattamenti sanitari e vaccinali prescritti dalle norme comunitarie e nazionali".

"È altresì da verificare - si specifica - la tratta via mare per il trasferimento di alcune partite di cuccioli. Gli animali sarebbero stati sistematicamente sottratti alle cure parentali in tenerissima età, ovvero al di sotto delle 12 settimane previste dai regolamenti e così accadeva spesso che gli animali, già debilitati dai trasferimenti, si ammalassero. Le indagini infatti hanno preso il via a partire dalle denunce di alcuni acquirenti finali che dopo l'acquisto lamentavano cattive condizioni di salute dei cani".

"Questi ultimi, delle più svariate razze, una volta giunti sul suolo nazionale, sarebbero stati immunizzati con vaccinazioni 'fai da te' grazie alla compiacenza di medici veterinari. L''italianizzazione' dei cani veniva completata fornendo falsi libretti sanitari ed inoculando i microchip identificativi come se fossero nati direttamente in Italia. - viene riferito - Gli ignari acquirenti erano attirati sul web dai prezzi concorrenziali per animali di razza e con l'assicurazione che i cuccioli fossero nati presso allevamenti italiani e da genitori certi. Tutto ciò evidentemente non corrispondeva al vero".

"Venivano dunque forniti ai compratori falsi nomi di riferimento, false fotografie dei cani, false partite iva, talora false indicazioni sulla razza e utenze telefoniche intestate a terzi, senza il consenso dei medesimi ed al fine di essere più difficilmente individuabili. - viene chiarito - Piccola truffa nella truffa: i venditori facevano sempre credere agli acquirenti di essere lontani da loro anche quando non lo erano in modo da poter ricusare ogni richiesta di visita preliminare alla vendita e per poter chiedere loro le spese di trasporto fino al domicilio o al luogo concordato. La frode in commercio infatti figura tra le ipotesi di reato individuate dagli inquirenti."

La Benemerita scrive inoltre: "Le altre imputazioni di reato ipotizzate dalla Procura sono: associazione per delinquere dedita al traffico internazionale clandestino di cuccioli; il più recente reato di auto riciclaggio, per la prima volta ipotizzato per questo genere di attività delittuose, considerato l'impiego in attività economiche di beni provenienti da altro delitto opportunamente occultato; abusivo esercizio della professione medico-veterinaria; sostituzione di persona, posta in essere da alcuni indagati per sfuggire ai controlli; svariati falsi per 'aggiustare' le documentazioni di accompagnamento."

© riproduzione riservata | online: | update: 08/03/2017
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