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Siria: gas mostarda contro i civili ad Aleppo, denuncia Mosca

La Russia continua a raccogliere ulteriori prove sull'utilizzo di armi chimiche in Siria, anche contro i civili. Dopo aver scoperto proiettili al cloro ed al fosforo bianco, le truppe russe hanno trovato un colpo di mortaio inesploso contenente iprite, meglio noto come gas mostarda.

Nuove prove di armi chimiche contro i civili siriani. Il Ministero della Difesa russo ha infatti comunicato che è stato individuato ad Aleppo un colpo di mortaio inesploso contenente iprite, meglio noto come gas mostarda per il suo odore di aglio e senape.

Ma non è la puzza a rendere il gas mostarda così temibile. Essendo liposolubile, l'iprite penetra in profondità nella pelle (anche se coperta con tessuti impermeabili all'acqua) creando devastanti piaghe. Concentrazioni di 0,15 mg d'iprite per litro d'aria risultano letali in circa dieci minuti mentre in dose più bassa provoca il grave effetto vescicante, di difficile guarigione. Il gas mostarda, inoltre, induce danni al DNA per la sua tendenza a legarsi a esso.

L'iprite è vietata dal 1923, tuttavia il gas mostarda è stato usato in diversi conflitti nel corso di tutto il secolo precedente. Il 12 luglio del 2017 saranno passati 100 anni dal primo utilizzo dell'iprite, per mano del settore belga di Ypres (da cui il nome) su iniziativa dell'esercito tedesco nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Stando alle prime informazioni, le munizioni arricchite con questo agente chimico sarebbero state usate nel settembre scorso per un attacco contro un villaggio nella provincia di Aleppo, a Marat-Um-Khaush. Oltre 40 persone rimaste ferite nell'attacco mostrerebbero sintomi e lesioni tipiche da avvelenamento da gas mostarda.

Il proiettile artigianale ritrovato dai russi sarebbe grande 24 centimetri, con una capsula nella parte posteriore atta a contenere da 0,5 a 1,5 litri del liquido oleoso scuro analizzato dalle truppe RChBD (Radiological, Chemical and Biological Defence) con uno spettrometro infrarosso portatile. Gli analisti hanno riferito di aver prelevato dalla capsula "un campione di circa 20 millilitri" di questo liquido oleoso che "è stato sigillato ermeticamente e inviato al Russian centre for reconciliation of opposing sides in Siria per ulteriori indagini".

Non è la prima volta che la Russia denuncia l'utilizzo di armi chimiche nel conflitto siriano. Ad inizio novembre le truppe russe avevano infatti denunciato l'utilizzo di cloro e fosforo bianco da parte dei ribelli siriani dopo il ritrovamento di una decina di proiettili contenenti tali sostanze chimiche. Bombe al cloro però sarebbero state lanciate anche dai soldati in difesa del regime di Bashar al-Assad. Già nel 2013, d'altronde, l'amministrazione americana affermava di avere "prove che siano state usate armi chimiche in Siria", mentre i media avvertivano che al-Nusra era riuscita a sequestrare una fabbrica di cloro.

© riproduzione riservata | online: | update: 25/11/2016
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