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Riforma Parchi nazionali è preoccupante: no gestione ad enti territoriali, dice WWF

Il WWF insieme ad altre 15 associazioni ambientaliste si dicono preoccupate in merito alla riforma della governance dei parchi nazionali.

"Il quadro che si sta delineando con l'approvazione dei primi emendamenti in Commissione Ambiente della Camera, tra cui quello sulla governance dei parchi, è estremamente preoccupante. - denuncia attraverso una nota il WWF - Negli emendamenti approvati ieri non sono stati inseriti gli elementi qualitativi e di competenza specialistica per le nomine di chi andrà a dirigere e amministrare i più importanti parchi italiani."

L'organizzazione ecologista descrive inoltre: "Si sta, quindi, concretizzando quello che temevamo: la scelta di affidare gli organi di gestione dei parchi in modo prevalente agli enti territoriali, che notoriamente sono troppo esposti ad interessi locali".

Ed infatti nelle scorse settimane ben 16 Associazioni ambientaliste, tra cui CTS, Italia Nostra, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, SIGEA e WWF Italia, con documenti unitari molto argomentati e con la proposta di emendamenti presentata a tutti i deputati della Commissione Ambiente, hanno chiesto modifiche sostanziali al testo del Senato.

"Le Associazioni avevano sottolineato in ogni modo l'assoluta importanza del tema del governo dei Parchi - prosegue dunque l'Ong -, che deve rappresentare e rispettare il quadro delle competenze costituzionali dello Stato sul tema della Conservazione della Natura e avanzato proposte concrete affinché il tema delle nomine rispondesse sempre a criteri di competenza, il Ministero dell'Ambiente vi avesse sempre piena responsabilità e l'influenza degli interessi locali non compromettesse la missione naturalistica dei Parchi."

"Questa impostazione non è stata ieri accolta dalla Commissione. Le Associazioni hanno inoltre chiesto di rafforzare la dimensione comunitaria - viene chiarito -, mantenendo chiaro e inequivocabile il principio che le aree della Rete Natura 2000 siano parte organica del sistema delle Aree protette nazionali prevenendo anche interpretazioni che potessero portare a derogare i principi delle direttive europee."

"Sono poi state avanzate proposte specifiche sulle royalties e chiesto maggiore coraggio nell'affrontare il ridisegno delle Aree Marine Protette, con la previsione di veri e propri Parchi Marini che avessero la stessa dignità di quelli terrestri. Anche su questi temi le scelte delle ultime ore delineano una linea diversa. Le votazioni continuano e, addirittura, la Commissione potrebbe concludere oggi stesso l'esame di tutti gli emendamenti. Si è venuta a creare una situazione estremamente preoccupante a cui è indispensabile, e ancora possibile, porre rimedio. Per questo le Associazioni hanno chiesto alla Commissione Ambiente della Camera una sospensione tecnica delle votazioni per rivalutare ragionevolmente lo scenario che si sta determinando con una legge che sembra essere la sanatoria per le distorte applicazioni della legge 394/91" si riferisce infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 09/03/2017
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