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Teoria gender: Valeria Fedeli all'Istruzione è vendetta contro popolo Family Day

Valeria Fedeli al Ministero dell'Istruzione al posto di Stefania Giannini desta molta preoccupazionee nel mondo cattolico per via "dell'orientamento culturale a favore dell'identità di genere ad ispirazione gender" dell'ex vicepresidente del Senato. La nomina di Valeria Fedeli, prima firmataria di un ddl che chiede l'introduzione dell'educazione di genere nelle scuole, viene vista come una vendetta contro il popolo del Family Day.

Dopo la lettura della lista dei governi, appare sempre più evidente che quello di Gentiloni è in realtà un Renzi bis visto che ci sono stati pochi cambi al vertice dei discasteri. Unica differenza sostanziale la nomina della "rossa" Valeria Fedeli al Ministero dell'Istruzione al posto di Stefania Giannini. Il cambio ha destato immediatamente preoccupazione nel mondo cattolico, e non senza motivi.

"Valeria Fedeli è stata infatti negli ultimi anni senza ombra di dubbio la più tenace e ideologica sostenitrice della manipolazione dei programmi scolastici di ogni ordine e grado secondo i dettami delle teorie di genere, obiettivo che ha tentato di perseguire con appositi disegni di legge" ricoirda infatti su Facebook La Manif Italia - Generazione Famiglia.

Nel 2014 Valeria Fedeli è stata la prima firmataria di un ddl che chiede d'altronde espressamente "l'introduzione dell'educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università" affinché si riconsiderino "i percorsi formativi offerti dalla scuola, nell'ottica di promuovere il superamento degli stereotipi di genere".

Nel ddl della Fedeli, quindi, tra gli obiettivi nazionali dell'insegnamento nella scuola italiana non c'è tanto un ripensamento dei metodi di insegnamento (tanto che il 20% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 25% in matematica, con un tasso di dispersione scolastica al 15%) ma "la promozione del rispetto delle identità di genere sia il superamento di stereotipi sessisti". Tale "nozione di uguaglianza" si sottolinea nel ddl "può essere instillata nei bambini sin dalla più tenera età". Interessante come un disegno di legge sulla scuola preferisca usare termini come "instillare" (come l''ipnopedia nel Mondo Nuovo) piuttosto che "educare ed insegnare", il che comporta comunque una libertà di scelta.

Per tutti questi motivi, "la nomina della Senatrice PD Valeria Fedeli al Ministero dell'Istruzione è, per le famiglie dei Family Day, quanto di peggio si potesse anche solo lontanamente immaginare" viene dichiartato da La Manif Italia, avvertendo che "nei prossimi mesi, quindi, il diritto di priorità educativa delle famiglie italiane sarà più a rischio che mai".

Generazione Famiglia lancia così "un appello pubblico a tutte le forze sociali, civiche e politiche impegnate sul nostro stesso fronte affinché si organizzi immediatamente una manifestazione pubblica difronte al Ministero dell'Istruzione da svolgersi nelle prossime settimane che faccia capire alla Fedeli che le famiglie non lasceranno che le scuole diventino ancor di più campi di rieducazione ideologica".

Anche Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, in una nota chiarisce che "la nomina di Valeria Fedeli, il cui orientamento culturale a favore dell'identità di genere ad ispirazione gender è noto noto, non può che essere letto come l'ennesima offesa nei confronti del popolo del Family Day".

"Questa scelta ha chiaramente i toni della provocazione e della vendetta verso le Famiglie del Comitato per il No, colpevoli di aver vinto il referendum, bloccando una pericolosa deriva autoritaria che aveva già in programma disegni di legge contro la famiglia naturale e il diritto dei bimbi ad avere mamma ee papà" sottolinea Gandolfini.

"Non è nostra abitudine né dimenticaree né restare quiescenti quando sono in pericolo i nostri figli, che potrebbero essere oggetto di colonizzazioni ideologiche di gender che offendono l'umano e rottamano la società" prosegue Gandolfini, assicurando che il Comitato Difendiamo i nostri figli è pronto "a contrastare in ogni modo qualsiasi teentativo di trasformare i nostri figli in cavie di sperimetazioni ideologiche, come efficacemente affermato da Papa Francesco".

"Nessun programma eeducativo che riguardi i delicatissimi temi dell'affettività e della sessualità può essere imposto senza il consenso dei genitori" viene ricordato infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 13/12/2016
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