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Acea: CGIL, CISL e UIL mentono su ripristino aricolo 18, dice USB

L'Unione Sindacale di Base sull'accordo di II livello dei lavoratori Acea.

"In questi giorni i lavoratori Acea sono chiamati a votare in assemblea l'ipotesi di accordo di II livello (ovviamente già firmata dalla triplice) sulla quale USB ritiene necessario dare qualche utile informazione. Precisiamo innanzitutto che le Relazioni Industriali di Acea SpA, data l'eterogeneità e la vastità degli argomenti contenuti nell'accordo, avevano dato alle organizzazioni sindacali una settimana di tempo per proporre modifiche e integrazioni al testo" fa sapere in una nota l'Unione Sindacale di Base.

"Il giorno dopo questo incontro abbiamo appreso dai volantini della triplice e dai mass-media che l'ipotesi di accordo era già stata firmata! Ciò dimostra senza equivoci il perdurare di interessi e compiacenze tra ACEA e alcune OO.SS. - chiarisce dunque USB -, ma soprattutto la mancanza di rispetto da parte dell'Azienda nei confronti dei sindacati che, come il nostro, non firmano senza preventivamente avere il consenso dei lavoratori."

"Ma a noi interessa soprattutto fornire ai lavoratori una corretta e obiettiva informazione su questa ipotesi di accordo. Quello che nelle assemblee in corso si sta sbandierando come un miglioramento dei diritti e delle condizioni economiche e organizzative dei lavoratori - si comunica quindi dal sindacato -, si basa al contrario su un impianto in perfetta continuità con il passato. Quindi, pur apprezzandone alcuni rarissimi passaggi, non riteniamo che sia possibile avallarlo con la nostra firma, anche in coerenza con le lotte da sempre sostenute dalla nostra Organizzazione Sindacale (Legge Fornero, Jobs Act...). Citiamo alcuni motivi tra tutti, a partire dal più eclatante, quello del class="red">ripristino dell'articolo 18 (Reintegrazione nel posto di lavoro) dello Statuto dei Lavoratori. Falso! Con questo accordo non si ripristina l'articolo 18. Peggio ancora si mantiene la legge Fornero, che prevede il reintegro solo in caso di licenziamento per discriminazione."

"Altre questioni importanti che non ci convincono vanno riferite alla mantenuta - si precisa -, anche se in forma limitata, discrezionalità sulle valutazioni individuali, che permette ai Responsabili di proseguire con la discriminazione tra i lavoratori già adottata in passato, la possibile destinazione nel Welfare aziendale di una parte del premio di risultato, che per noi invece deve essere unicamente parte integrante salariale, l'istituzionalizzazione del sotto inquadramento per i nuovi assunti e il ricorso al demansionamento in caso di trasformazioni organizzative."

"Ribadiamo infine la nostra contrarietà ad Ipotesi di Accordo che - viene esposto infine -, come in questo caso, sono comprensive di temi molto distanti tra loro. Altri ancora sono gli aspetti che non ci piacciono e che non ci permettono di firmare questo accordo. Di questo USB vuole discutere e confrontarsi con tutti i lavoratori in una prossima assemblea della quale forniremo luogo e data e per la quale auspichiamo la massima partecipazione di tutti, perché al tavolo c'eravamo anche noi e vogliamo dirvi i motivi del nostro no!!!".

© riproduzione riservata | online: | update: 16/02/2018
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