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Dal patto del Nazareno al governo Lega-M5S: l'ago è sempre Berlusconi

Come ai tempi del patto del Nazareno, quando a governare era il PD di Renzi ma sotto la supervisione di Silvio Berlusconi, Forza Italia torna a fare un'opposizione responsabile e non pone il veto ad un governo Lega-M5S.

Non è ancora chiaro perché ciò che non si è potuto fare 60 giorni fa si riesca a fare oggi, anche se a voler pensar male (si fa peccato ma ci si azzecca sempre) la paura di perdere la poltrona e tornare al voto ha giocato un ruolo decisivo. A poche ore dall'annuncio del governo neutrale messo in piedi da Mattarella, infatti, sono aumentate a dismisura le probabilità di formare un governo Lega-M5S.

Nella serata di ieri, dopo le varie aperture da parte dei "caporali" di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha difatti annunciato che "un esecutivo tra 5 Stelle e leghisti non segnerà la fine dell'alleanza di centrodestra". Esattamente il contrario di quanto detto fino a pochi giorni fa. L'ex Cavaliere in una nota precisa quindi che non porrà il veto ad un governo Lega-M5S ma al contempo non gli voterà la fiducia.

Tecnicamente, quindi, Forza Italia va all'opposizione così come lo era ai tempi del famoso patto del Nazareno, quando a governare era il PD di Renzi ma sotto la supervisione di Berlusconi.
Come allora, Berlusconi sosterrà infatti la maggioranza ogni qualvolta ci saranno provvedimenti "in linea con il programma di centrodestra".

Ciò che ha voluto puntualizzare il leader azzurro è che tale decisione, comunque, è stata presa affinché nessuno possa usare Forza Italia come causa di una mancata nascita di un governo politico. "Per quanto ci riguarda - spiega - non è mai neppure cominciata una trattativa, né di tipo politico, né tantomeno su persone o su incarichi da attribuire. Il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato di non avere maturità politica. Se però un'altra forza della coalizione di centrodestra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i 5 Stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre pregiudiziali".

Dopo il via libera di Berlusconi, oggi Matteo Salvini e Luigi Di Maio si incontreranno alla Camera per tentare di siglare l'accordo. In particolare, i due leader si concentretanno sul programma da presentare al Parlamento e soprattutto sul nome del premier da comunicare al Capo dello Stato. Stando alle ultime dichiarazioni di Di Maio, la Presidenza del Consiglio dovrebbe essere retta da una terza figura, non legata ai 5 Stelle né al Carroccio.

© riproduzione riservata | online: | update: 10/05/2018
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