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Skripal, Russia riapre caso Litvinenko: polonio 210 era già a Londra

La guerra diplomatica iniziata con il caso dell'ex spia russa Skripal, avvelenata con il gas nervino, prosegue con la riapertura dell'indagine sull'omicidio di Aleksandr Litvinenko. La Russia accusa la Gran Bretagna, e sostiene che il polonio 210 era già a Londra prima dell'arrivo dei due accusati russi.

"Le autorità britanniche continuano a rivolgere accuse infondate nei confronti della Russia e dei suoi cittadini riguardo l'omicidio di Aleksandr Litvinenko, e tentano di stabilire paralleli infondati tra quel caso e l'avvelenamento degli Skripal" viene denunciato dall'ufficio del procuratore generale russo.

Nel marzo scorso, la moglie di Litvinenko aveva dichiarato che l'avvelenamento con il gas nervino dell'ex spia russa Sergej Skripal "dimostra che la Gran Bretagna non è in grado di proteggere le persone che ha accettato di ospitare in quanto potrebbero essere dei target da parte di altri Paesi stranieri".

La Procura generale della Russia, però, riapre il caso Litvinenko dopo aver esaminato alcuni documenti delle autorità tedesche anch'esse coinvolte nell'indagine sulla morte dell'ex ufficiale dell'intelligence russa, entrato poi nel libro paga dell'MI6 (gli 007 inglesi) secondo i media britannici.

Litvinenko fu avvelenato il 1 novembre 2006 a Londra con del polonio 210, morendo due settimane dopo. Quel giorno Litvinenko incontrò nel sushi bar Itsu di Piccadilly gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun. Nello stesso bar, poco dopo, il dissidente russo incontrò anche l'avvocato italiano Mario Scaramella, al quale avrebbe detto che Romano Prodi era "un uomo" del KGB.
Finora, nessuno è stato ancora processato per l'omicidio di Litvinenko ma la Gran Bretagna punta il dito contro Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun e di conseguenza contro il Cremlino.

Per arrivare a Londra per incontrare Litvinenko, Kovtun passò da Amburgo e per questo motivo nell'indagine sull'avvelenamento di Litvinenko indagò anche la Procura tedesca. In una conferenza stampa, la Procura generale russa afferma oggi che i risultati dell'inchiesta condotta dal procuratore di Amburgo contraddicono però la narrazione di Londra.

In base ad un documento del novembre 2006 della Procura di Amburgo "il polonio 210 era a Londra prima che Lugovoy e Kovtun arrivassero lì il 1 novembre 2006".
Si scopre inoltre che "il più alto livello di contaminazione radioattiva è stato trovato presso l'ufficio londinese di Boris Berezovsky e nel corpo del cittadino italiano Mario Scaramella".

Il 1 dicembre 2006 Scaramella era stato trasportato all'University College Hospital di Londra per sospetta contaminazione da polonio 210. Due giorni dopo, l'ex senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti affermò che la dose di polonio trovata nel corpo dell'avvocato italiano era tale da ucciderlo, specificando alla Reuters: "Hanno anche detto che, per quel che è noto, nessuno potrebbe mai sopravvivere a questo veleno, perciò è molto improbabile che ci riesca".
Tre giorni dopo le dichiarazioni di Guzzanti, Scaramella è stato invece dimesso. Le autorità inglesi spiegarono poi che pur venendo contaminato, Scaramella non sarebbe mai stato in pericolo di vita.

Inizialmente, Aleksandr Litvinenko sospettò di essere stato avvelenato proprio da Scaramella visto che nel sushi bar l'avvocato italiano non toccò cibo ma bevve solo un po' d'acqua. Prima di morire, Litvinenko accusò invece pubblicamente il presidente russo Vladimir Putin di essere il responsabile del suo avvelenamento nonché il mandante dell'omicidio della giornalista Anna Politkovskaja.

Chi è invece Boris Berezovsky, morto nel 2013 per sospetto suicidio, nel cui ufficio a Londra si scopre siano state trovate tracce di polonio 210? Litvinenko fu uno stretto collaboratore del magnate russo Boris Berezovsky e lo aiutò quando l'uomo d'affari chiese asilo politico nel Regno Unito, status che l'ha poi protetto dall'accusa di appropriazione indebita su larga scala mossa da Mosca.

Secondo i procuratori russi, tra i due uomini c'è stata una rottura proprio nel 2006. A quel punto, Litvinenko poteva rappresentare una minaccia per Berezovsky perché poteva rivelare le presunte false prove prodotte per far ottenere al magnate l'asilo politico. Tra queste, la testimonianza nel 2003 del kazako Vladimir Terluk, il quale sostenne di essere stato assunto per assassinare Berezovsky. Anni dopo, Terluk dichiarò in una intervista televisiva che tale testimonianza era falsa.

La scorsa settimana Terluk ha rilasciato un'altra dichiarazione, sostenendo di essere stato contattato da un ufficiale di Scotland Yard a fine gennaio il quale gli ha chiesto di accusare pubblicamente la Russia in cambio di un'estensione del suo permesso di soggiorno in Gran Bretagna. Terluk ha quindi aggiunto che tale proposta gli ha ricordato quando nel 2003 Litvinenko lo avrebbe costretto a dare falsa testimonianza per aiutare Berezovsky ad ottenere l'asilo politico.

La Procura generale russa accusa quindi le autorità britanniche di non aver condotto indagini adeguate sul caso Litvinenko, aggiungendo: "Abbiamo motivo di affermare che, al momento, Berezovsky era la persona con il movente più forte e la scoperta di una traccia radioattiva nel suo ufficio è un'ulteriore una prova contro di lui".

© riproduzione riservata | online: | update: 09/04/2018
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