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Brunetta a Deutsche Bank Italia: nel 2011 non default italia ma speculazione

Renato Brunetta di Forza Italia in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.

"In Europa, successivamente allo scoppio della crisi dei debiti subprime negli USA, accadono molte cose, spesso superficialmente misurate dal cosiddetto spread sui debiti sovrani, ma che riguardano, più che altro, il trasferimento della crisi americana sul sistema europeo e sull'euro. Quando si è parlato di default del debito italiano, in realtà era in gioco il default dell'euro e quindi dei singoli stati di crisi che via via si andavano manifestando, a partire da quello della Grecia, della Spagna, del Portogallo e dell'Italia. Erano crisi di paesi che venivano attaccati dalla speculazione e dai mercati. Certamente, almeno in apparenza, erano i debiti sovrani ad essere attaccati, ma nella sostanza sotto attacco c'era l'intera costruzione dell'euro, che non aveva previsto, nella sua ingegneria, situazioni di questo tipo" dichiara Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l'audizione dell'ingegner Flavio Valeri, amministratore delegato di Deutsche Bank Italia.

"Qualche analista parlò dello spostamento di ingenti masse di denaro dal salvataggio delle banche americane - puntualizza il componente della Commissione Bilancio -, avvenuto grazie alla Fed e al Tesoro americano, ad altre parti del mondo e da qui sono iniziati i guai per i debiti sovrani dei vari Stati e, quindi, dell'Euro. L'Italia è stata soltanto uno dei punti d'attacco della grande speculazione internazionale, soprattutto in ragione della dimensione del suo debito, che è un grande mercato e una grande opportunità, ma essendo un grande debito è anche un fattore di rischio molto elevato. Nel 2011, contrariamente agli anni precedenti, si forma un nervosismo di mercato molto accentuato, misurato dall'incremento dello spread. Negli anni della crisi americana, lo spread era rimasto sempre sotto controllo, al di sotto dei 100 punti base, per via di rendimenti sufficientemente alti dei BTP rispetto a quelli dei Bund."

"Quando scoppia la crisi lo spread aumenta per il combinato disposto dell'inabissamento dei rendimenti del Bund e dell'aumento di quello dei BTP italiani. Per i 3/5 lo spread aumenta per effetto dell'aumento dei rendimenti dei BTP e per 2/5 per l'inabissamento dei rendimenti dei Bund. Il 2011 è una stagione delicata per l'Europa e qui si colloca l'azione di Deutsche Bank AG che - osserva infine -, in ragione dell'acquisto di PostBank, decide di alleggerire le sue posizioni sui BTP."

© riproduzione riservata | online: | update: 22/12/2017
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