le notizie che fanno testo, dal 2010

Paolo Barnard a Londra per Julian Assange, per il giornalismo

Mentre il mondo sprofonda nel "Google-journalism", Paolo Barnard vola a Londra per chiedere la liberazione di Julian Assange e ciò che rappresenta

"Il mio lavoro è tenuto prigioniero qui, liberate Assange, liberate il mio lavoro". E' con questo forte e chiaro messaggio che Paolo Barnard, dal 27 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, manifesterà davanti all'Ambasciata dell'Ecuador a Londra. Per chiedere non solo la liberazione del fondatore di WikiLeaks ma anche per la libertà del giornalismo di usufruire dei whistleblowers senza rischiare la pena di morte o la galera a vita. Il giornalismo vero, ovviamente, non "il 'Facebook-journalism' e il 'Twitter-journalism', due tumori del mestiere che ricadono sotto l'ombrello del 'Google-journalism'" come ha denunciato recentemente Barnard sul suo blog. Un morbo che ha fatto fuori seri professionisti, giornali e blog indipendenti, stretti nella morsa della censura e dell'ignoranza.

Tanto che Julian Assange è ormai rinchiuso da sei anni nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra e lì rischia seriamente di morire, nella totale indifferenza generale. John Shipton, il padre del fondatore di WikiLeaks, ha infatti recentemente lanciato un appello affinché cessi il "tormento" del figlio, la cui unica colpa è quella di aver denunciato pubblicamente le attività illecite dei governi, e in particolare i documenti top secret e imbarazzanti degli Stati Uniti. "La salute di Julian è in declino dopo anni di stress continuo, assenza di luce solare e accesso limitato ai visitatori" spiega John Shipton, che teme di non riuscire a vedere il figlio neppure per Natale a causa delle nuove restrizioni imposte dall'Ecuador dopo che a Rafael Correa gli è succeduto Lenín Moreno.

Dopo sei anni di vera e propria prigionia, condannata anche dall'ONU, nessun Paese europeo è riuscito però a risolvere questa intollerabile situazione di stallo. Il "Google-journalism" ha poi fatto il resto. E così i più preferiscono semplicemente dimenticare
l'esistenza (sempre più precaria) di Julian Assange, perché sanno bene ciò che egli rappresenta. Ecco perché il significato di "My job is held captive here. Free Assange. Free my job" appare scontanto, sottolinea Paolo Barnard. In occasione del Capodanno, il giornalista italiano esporrà invece un secondo cartello con la scritta: "Ti auguriamo un nuovo anno da liberato, Julian". Te lo auguriamo davvero.

© riproduzione riservata | online: | update: 21/12/2018
• DALLA PRIMAPAGINA:
• POTREBBE INTERESSARTI:
• LE ALTRE NOTIZIE:
social foto
Paolo Barnard a Londra per Julian Assange, per il giornalismo
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI