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Direzione PD: da documento dei renziani a censura del sito senzadime.it

Sono sempre di più i parlamentari PD che hanno firmato il documento dei renziani, nel quale si sottoscrive la non volontà di appoggiare un governo M5S. Forse anche per questo il sito senzadime.it è stato a stretto giro "censurato".

A poche ore dalla pubblicazione online, il gestore del sito internet senzadime.it ha dovuto censurare nomi e dichiarazioni pubbliche degli esponenti PD.
Il sito web infatti, registrato il 27 aprile scorso da Alberico De Luca, aveva l'intenzione di raccogliere "l'orientamento di ogni singolo componente della Direzione Nazionale" del PD che si riunirà il 3 maggio per decidere sull'accordo (ormai già saltato) con il M5S.

Il sito senzadime.it (hashtag utilizzato da diversi esponenti vicini all'ex segretario Matteo Renzi per dire no all'accordo con 5 Stelle) intendeva pubblicare le "dichiarazioni espresse sui social o a mezzo stampa" dagli esponenti democratici perché "l'informazione è un diritto, la trasparenza un dovere".

Appena però sono cominciati ad apparire i nomi dei contrari e dei favorevoli a una trattativa con il M5S, dai vertici del PD è piombata la scure sul sito. Il segretario reggente Maurizio Martina ha addirittura affermato che il sito andava chiuso e per questo motivo a stretto giro al posto di dichiarazioni e nomi sono comparse decine e decine di "omissis".

Il sito "era ispirato a un principio di trasparenza democratica nelle scelte fondamentali che connotano la vita nazionale. Non intendeva dividere il Partito, ma informare gli elettori. - si precisa - Voleva solo riportare opinioni espresse pubblicamente, come nelle migliori tradizioni anglosassoni, con i riferimenti e i link ai tweet e alle dichiarazioni".

"Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno chiesto di chiudere questo sito" viene quindi precisato e per questo motivo "su ogni nome adesso troverete un 'omissis', vista l'intenzione dei diretti interessati a non mostrare la propria linea politica in forma aggregata".

Intanto, salgono comunque a 77 su 105 deputati dem (e 39 senatori su 52) le firme al documento dei renziani in cui si legge: "Siamo parlamentari eletti con il PD e membri della Direzione. Proveniamo da storie e percorsi diversi. Non sappiamo se il prossimo congresso ci vedrà sulle stesse posizioni o se, del tutto legittimamente, sosterremo candidati diversi. Pensiamo tuttavia che tre punti chiave ci uniscano in modo forte. 1) Crediamo dannoso fare conte interne nella prossima Direzione. È più utile riflettere insieme sulla visione che ci attende per le prossime sfide e sulle idee guida del futuro del centrosinistra in Italia. 2) Crediamo che lo stallo creato dal voto del 4 marzo sia frutto dell'irresponsabilità del centrodestra e del MoVimento 5 Stelle che con la loro campagna elettorale permanente hanno messo e stanno continuando a mettere in difficoltà il nostro Paese. 3) Crediamo che il PD debba essere pronto a confrontarsi con tutti, ma partendo dal rispetto dell'esito del voto: per questo non voteremo la fiducia a un governo guidato da Matteo Salvini o Luigi Di Maio. Significherebbe infatti venire meno al mandato degli elettori democratici. È utile invece impegnarci a un lavoro comune, insieme a tutte le altre forze politiche, per riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale".

© riproduzione riservata | online: | update: 02/05/2018
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