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Salvini: Di Maio mi interessa zero, se M5S non vuole governare lo dica

Botta e risposta tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader della Lega esorta il capo politico del M5S a dire chiaro e tondo se intende governare perché "di veto in veto in veto non si va lontani". O meglio, si torna alle urne.

"Gli italiani chiedono di fare. Ci sono il 51% di possibilità di fare un governo tra centrodestra e 5 Stelle" afferma il leader della Lega Matteo Salvini, domandando anche: "Luigi Di Maio vuole smetterla di dire come un bambino o faccio il premier o non gioco più e confrontarsi sui problemi veri del Paese, dalla disoccupazione alla povertà agli immigrati oppure no?".

Evidentemente no, visto che il capo politico del M5S su Twitter ha prontamente replicato che "c'è lo 0% di possibilità che il MoVimento 5 Stelle vada al governo con Silvio Berlusconi e con l'ammucchiata di centrodestra".

"Umiltà, coerenza, ascolto e buonsenso. Per governare occorrono queste doti, con l'arroganza e l'egoismo non si costruisce nulla e non si fa il bene dell'Italia" ribatte quindi Salvini, pronto (almeno a parole) a tornare alle urne nel caso tutte le altre forze politiche rimangono sulle proprie pozioni.
All'Ansa, il segretario della Lega afferma quindi che "Di Maio, in questo momento, mi interessa meno di zero". Salvini anticipa comunque che chiederà al leader 5 Stelle un "incontro prima del secondo giro di consultazioni", chiarendo però che i pentastellati "devono avere la responsabilità di mettersi a un tavolo e ragionare di pensioni, tasse, giovani, Europa, giustizia, scuola, lavoro. Io sono pronto a farlo anche domani. Se qualcuno non ha voglia di farlo e non si sente in grado di governare, lo dica. Di veto in veto in veto non si va lontani".
Salvini quindi aggiunge: "Di Maio parla di nuovo, ma se per nuovo intende andare a colazione con Matteo Renzi o con Maria Elena Boschi ha uno strano concetto di nuovo".

Tra le fila di Forza Italia, comunque, c'è chi annuncia che un governo con il M5S non lo voterà mai. "Non possiamo allearci con un movimento che tributa una standing ovation al pm Di Matteo, che dà del mafioso al nostro leader, Silvio Berlusconi. Se qualcuno dentro Forza Italia se la sente, lo faccia. Io no" precisa Renato Brunetta.

Il PD, intanto, ribadisce di voler rimanere all'opposizione non accettando di essere la scelta di ripiego nel caso naufragasse l'accordo Lega-M5S. Anche per il ministro uscente della giustizia Andrea Orlando, esponente della minoranza dem, l'apertura di 5 Stelle al Partito Democratico è "strumentale" ma ammette che una intesa si riuscirebbe a trovare se Di Maio chiudesse definitivamente alla Lega.

© riproduzione riservata | online: | update: 09/04/2018
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