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Libia: al via la prima missione militare. A Misurata coi medici anche i parà della Folgore

Le sorti del governo di unità nazionale di Tripoli sembrano sempre più a rischio. Il generale Haftar dell'Esercito nazionale libico va alla conquista dei porti petroliferi controllati dal governodo Fayez al-Sarraj. In questo contesto, prende il via la prima missione militare italiana in Libia.

La Libia più che con i terroristi dello Stato Islamico deve fare i conti con le fazioni interne. Il 22 agosto scorso la Camera dei Rappresentanti di Tobruk (Hor), riconosciuto dalla comunità internazionale, ha bocciato il governo di unità nazionale di Tripoli guidato dal premier Fayez al-Sarraj, designato dall'accordo ONU. Ad opporsi sono stati in particolare i deputati fedeli al generale Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), appoggiato dal presidente egiziano Abd al-Fattah al-Sisi.

Domenica mattina Haftar dà il via all'operazione nella Mezzaluna Fertile, storica regione del Medio Oriente, e riconquista due dei tre principali porti petroliferi (Ras Lanuf e Sidra), che riforniscono più della metà della produzione del petrolio libico. I due porti erano protetti dalle Guardie petrolifere di Ibrahim Jadhran, alleate del governo di riconciliazione nazionale di Tripoli. Fayez al-Sarraj ha già annunciato una controffensiva per riprendersi i pozzi petroliferi.

In questo contesto, l'Italia è pronta a schierare un contingente militare il Libia. A riferirlo è La Repubblica che anticipa come il governo italiano abbia deciso di trasferire a Misurata un ospedale da campo, con 100 fra medici e infermieri e 200 militari, nel dettaglio i paracadutisti della Folgore. L'ok alla missione italiana in Libia dovrebbe arrivare dalla Commissione Esteri e Difesa che si riunirà domani, 13 settembre. Gli italiani si troveranno nella stessa area già sotto il controllo delle forze anti ISIS di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Poiché la missione avverrà nel quadro di un'operazione umanitaria e militare già coperta dall'ONU, l'avallo parlamentare sarebbe superfluo. Sembra comunque che il premier Matteo Renzi abbia chiesto al ministro della Difesa Roberta Pinotti di riferire in Parlamento, visto che il dispiegamento in Libia avrà comunque risvolti politici e di sicurezza.

© riproduzione riservata | online: | update: 12/09/2016
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