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Brexit: liste proscrizione per stranieri è autogol per economia, dice Garavini (PD)

Laura Garavini del PD coontro le liste di proscrizione per le aziende britanniche che impiegano dipendenti stranieri.

"Assurde le dichiarazioni della ministro degli Interni britannico. Proporre una sorta di liste di proscrizione per le aziende britanniche che impiegano un gran numero di cittadini stranieri è qualcosa di irresponsabile. Non solo i singoli individui e l'intero Paese - spiega l'esponente PD Laura Garavini -, ma le stesse aziende, ne trarrebbero un danno enorme. Non è un caso che proprio il mondo dell'economia abbia subito reagito negativamente alle dichiarazioni della ministro agli Interni e alla premier britannica."

"Già immediatamente dopo il risultato della Brexit numerose aziende in Gran Bretagna avevano scritto ai propri dipendenti di origine straniera, tranquillizzandoli sul prosieguo del loro rapporto di lavoro, ribadendo quanto il loro contributo sia prezioso per l'azienda stessa. - precisa - Le discriminazioni e le aggressioni xenofobe sono purtroppo salite agli onori della cronaca quotidiana nel Regno Unito, dopo la Brexit. E' allarmante che, alle porte del negoziato con la UE il governo britannico cerchi di cavalcare quest'onda populista e razzista, probabilmente per cercare di distrarre l'attenzione pubblica dalla evidente difficoltà con cui sta agendo rispetto alle crescenti problematiche interne, causate dal post Brexit: il crollo della sterlina, le previsioni di crescita fortemente al ribasso, lo scivolone nella classifica delle potenze mondiali."

"Rincorrere i governi più retrivi dell'Est Europa adombrando misure che con i valori dell'UE non hanno niente a che fare, sarebbe destinato a diventare un sonoro autogol. - avverte infine - Desidero esprimere la mia piena solidarietà ai tantissimi cittadini italiani che lavorano nel Regno Unito. Dati ufficiali (ad esempio di Eurostat) dimostrano che l'immigrazione in Gran Bretagna è altamente qualificata, non ha inficiato nè le prospettive occupazionali degli inglesi, nè un abbassamento dei salari. Al contrario le tasse da loro pagate hanno contribuito in modo sostanziale negli ultimi dieci anni a creare ricchezza in quel Paese e a finanziare consistentemente in attivo le casse pubbliche."

© riproduzione riservata | online: | update: 07/10/2016
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