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Infn: 520 ricercatori precari a rischio. Presidio il 30 marzo a Roma

La Flc Cgil informa sulla situazione dei precati dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare.

"È riconosciuto come uno degli Enti di Ricerca più virtuosi del nostro Paese. Quando si parla del Bosone di Higgs (volgarmente noto come Particella di Dio), oppure delle onde gravitazionali, solo per citare le ultime due scoperte più rilevanti, è utile ricordare che il contributo dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) è stato importante: ha svolto un ruolo di primissimo piano dal punto di vista della progettazione ed ha guidato con ruoli di responsabilità gli esperimenti che sono stati l'orgoglio italiano in fatto di scoperte scientifiche e di ricerca ad alto impatto tecnologico", ricorda la Flc Cgil.

"Il mondo ci invidia i nostri ricercatori, - sottolinea il sidacato - tanto da offrire loro ruoli di primo piano in tutti i laboratori scientifici internazionali. I due più importanti centri di ricerca come il CERN di Ginevra e il GSI di Francoforte sono rispettivamente diretti da Fabiola Gianotti e Paolo Giubellino, due scienziati dell'Infn che sono l'orgoglio dell'Istituto e di tutto il nostro Paese".

"Perché allora la comunità scientifica ha deciso il 30 marzo prossimo di protestare sotto la Presidenza dell'Infn? Perché ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi scendono in piazza contro il proprio Ente di Ricerca, se hanno tutte queste soddisfazioni a livello di riconoscimenti scientifici? Semplice: - viene precisato - c'è un problema di salari e di precariato che questi scienziati non possono più sopportare. Non è più tempo di tacere".

L'organizzazione sindacale spiega infatti che "all'Istituto nazionale di fisica nucleare i precari oggi sono circa 320 con contratto a tempo determinato e circa 200 con assegni di ricerca o borse. - specificando - Fino al 2016 il blocco delle assunzioni in tutta la pubblica amministrazione impediva concorsi per assumere a tempo indeterminato. Oggi dopo la riforma degli enti di ricerca, gli enti possono programmare le assunzioni facendo riferimento al loro budget e, la recente proposta di legge di riforma del Pubblico impiego (cd Riforma Madia) prevedrebbe il superamento del precariato nella pubblica amministrazione con una norma specifica. Peccato che gli organi di governo dell'Infn non abbiano ancora provveduto a convocare i sindacati per avviare un piano di reclutamento che garantisca i lavoratori precari con anni (troppi) di contratti a tempo determinato".

Per quanto riguarda invece il salario, "i lavoratori dell'Infn sono i meno pagati nel settore della ricerca. - si evidenzia - Già il personale di ricerca italiano è il meno pagato nel mondo, ma i dipendenti Infn sono ultimi tra gli ultimi. Da più di un anno si è in attesa della firma del contratto integrativo del 2015 per tecnici e amministrativi, ma l'Ente, nonostante abbia firmato la proposta di rinnovo ed abbia avuto risposta dai ministeri vigilanti, continua a rimandare la firma definitiva. Così come è inspiegabile il ritardo accumulato per la firma del contratto integrativo di ricercatori e tecnologi".

© riproduzione riservata | online: | update: 28/03/2017
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