le notizie che fanno testo, dal 2010

Ilaria Cucchi: Stato non vuole combattere tortura al pari di corruzione e mafia

Ilaria Cucchi su Facebook sul reato di tortura.

"A prescindere dai Governi, a prescindere dagli schieramenti politici l'Italia vuole la tortura. Quindi aboliamo l'art. 13 della Costituzione. Qui non si tratta di non volere la legge contro la tortura, si tratta di volere la tortura in Italia e per i cittadini italiani perché se si esclude l'applicazione per cause estranee alla guerra vuol dire che allora la tortura è lecita in tempo di pace e sui propri cittadini. E non dimentichiamo che siamo il Paese anche di Dino Budroni, Davide Bifolco, Vincenzo Sapia, Michele Ferrulli, della Diaz e Bolzaneto e di tutti gli altri di cui nessuno sentirà mai parlare" scrive su Facebook Ilaria Cucchi, dopo l'approvazione in Senato del testo di legge sul reato di tortura, che ha visto la non partecipazione al voto di Luigi Manconi, presidente della Commissione dei diritti umani.

La sorella di Stefano Cucchi quindi cita l'art. 185 bis del codice penale militare di guerra (tratto dalla pagina dell'Avv. Fabio Anselmo), che stabilisce: "... salvo che il fatto costituisca più grave reato, il militare che, per cause non estranee alla guerra, compie atti di tortura o altri trattamenti inumani, trasferimenti illegali, ovvero altre condotte vietategli dalle convenzioni internazionali, inclusi gli esperimenti biologici o i trattamenti medici non giustificati dallo stato di salute, in danno di prigionieri di guerra o di civili o di altre persone protette dalle convenzioni internazionali medesime, è punito con la reclusione militare due a cinque anni".

"Questa è legge dello Stato in vigore dal 31 gennaio 2002. - ricorda quindi Ilaria Cucchi - A parte la lievità della pena, ciò che si può apprezzare da questo testo è la sua ampiezza e perentorietà nel voler veramente punire la tortura facendo esplicito rimando alle convenzioni internazionali che oggi si vogliono nel nostro paese sfacciatamente dribblare".

"Ma questa legge - precisa - si rivolge esclusivamente ad un Paese in guerra evidentemente con altri Stati. Non a se stesso ed ai suoi cittadini in tempo di pace.
E la stessa norma si preoccupa di affermare che le torture in esse previste sono punibili solo per cause non estranee alla guerra! Quindi se la cause sono diverse la tortura è lecita. Questa è la prova che lo Stato italiano non vuole punire la tortura quando venga inflitta sui suoi cittadini o su coloro che vi risiedano o si trovino nel suo territorio in tempo di pace, o, comunque per cause non di guerra".

Provocatoriamente, Ilaria Cucchi quindi sottolinea: "Basta ipocrisie ed aboliamo l'art. 13 della costituzione e ribelliamoci 'all'Europa ed all'ONU' ed ammettiamo finalmente che nel nostro Paese la tortura 'serve' e non ne vogliamo sapere di combatterla come la corruzione, la mafia ecc. ecc".

© riproduzione riservata | online: | update: 18/05/2017
• DALLA PRIMAPAGINA:
• POTREBBE INTERESSARTI:
• LE ALTRE NOTIZIE:
social foto
Ilaria Cucchi: Stato non vuole combattere tortura al pari di corruzione e mafia
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI