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Hamas: ok confini 1967 per Palestina ma Israele è sempre "entità sionista"

Hamas presenta la sua nuova Carta dove accetta la creazione di una Palestina sulla base dei confini del 1967. Hamas però continua a non riconosce lo Stato di Israele e conferma la lotta armata per liberare i territori occupati.

A 48 ore dal primo incontro fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l'omologo palestinese, Abu Mazen (presidente dell'ANP), Hamas rende pubblico un documento dove accetta una Palestina con i confini del 1967, con i territori cioè conquistati da Israele dopo la loro "Guerra d'Indipendenza" combattuta e vinta contro i paesi arabi e palestinesi, che ampliò la cartina messa a punto invece nel 1948 dall'ONU.

Dopo la Guerra dei Sei Giorni, invece, Israele si trasforma in una forza occupante, sempre a seguito della disfatta araba. Tel Aviv così occupa la Cisgiordania, compresa l'intera Gerusalemme (dichiarata dall'ONU invece città internazionale), Gaza, il Golan ed il Sinai, quest'ultimo poi restituito all'Egitto.

Questi nuovi territori non verranno mai riconosciuti dalle Nazioni Unite. Con gli accordi di Oslo (1996), Israele e Palestina compiono un passo avanti e decidono di riconoscere vicendevolmente l'altro Stato, sempre in base ai territori del '67, ma nei fatti nell'area poco o nulla è cambiato.

Oggi la piccola svolta di Hamas, che nella Carta fondamentale del movimento islamista che governa la Striscia di Gaza dal 2007 (considerato terroristico da Israele, Stati Uniti ed Unione europea) ha inserito l'accettazione della cosiddetta Linea verde come frontiera della futura Palestina. Nel documento si legge infatti che Hamas ritiene la "creazione di uno Stato palestinese interamente sovrano e indipendente nelle frontiere del 4 giugno 1967 con Gerusalemme capitale" come "una formula di consenso nazionale".

Dall'altra parte, però, Hamas non rinuncia alla "lotta armata" per liberare i territori occupati contro quella che continua a considerare "una entità sionista", come viene definita Israele dal leader ideologico di Hamas, Khaled Meshaal, che non riconosce quindi lo Stato ebraico ma solo il suo popolo.

Altro punto importante del documento, che va a modificare la Carta del 1988, è la rottura di Hamas con i Fratelli Musulmani.

Israele però non vede alcun cambiamento in Hamas e bolla la nuova Carta come "fumo negli occhi", con il portavoce del premier israeliano Benjamin Netanyahu che afferma: "E' un tentativo di prendere in giro il mondo, ma non avrà compimento".

© riproduzione riservata | online: | update: 02/05/2017

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