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Google, l'occhio del Grande Fratello diventa clinico: predice infarto dalla retina

Google mette a punto un algoritmo che precide la possibilità di infarto in un paziente in base all'analisi della retina, la parte posteriore degli occhi. L'occhio del Grande Fratello diventa così anche clinico.

L'occhio del Grande Fratello diventa anche clinico. Google infatti, in collaborazione con Verily (divisione medica di Alphabet a cui fanno capo sulle le società del polifemo di Mountain View), ha messo a punto un nuovo algoritmo che riuscirebbe a predirre il rischio di malattie cardiovascolari, come l'infarto, solo in base alla scansione della retina.
Analizzando la parte posteriore degli occhi, il software di Google presentato attraverso un articolo della rivista Nature Biomedical Engineering sarebbe infatti in grado di rilevare un grande numero di dati, compresa l'età del soggetto, la pressione del sangue e se si tratta di un fumatore.

L'algoritmo sarebbe stato sviluppato con il metodo dell'apprendimento automatico, dando in pasto ai computer di Google un set di dati medici di circa 300.000 pazienti tra cui le scansioni degli occhi con un campo visivo limitato a 45 gradi.
Il software riuscirebbe quindi a prevedere il fattore di rischio cardiaco, con un'approssimazione molto accurata, alla pari di altri metodi attualmente utilizzati come quelli del sangue.

Durante i test, è stato chiesto alla macchina di confrontare due immagini della retina di due pazienti, uno dei quali avrebbe potuto soffrire di un episodio cardiovascolare nei prossimi cinque anni, mentre l'altro no. L'algoritmo di Google, che analizza le immagini dei vasi sanguigni all'interno dell'occhio per individuare lo stato di salute di un individuo, è stato in grado di indicare con successo quale fosse quello a rischio il 70% delle volte.
Attraverso la scansione della retina l'algoritmo è riuscito inoltre a prevedere l'età di una persona con uno sbaglio massimo di 3.26 anni, lo stato di fumatore con una precisione del 71% e la pressione arteriosa con un errore massimo di 11 unità.

Ovviamente, il rischio è che Google, raccogliendo i dati delle persone attraverso i suoi innumerevoli device, potrebbe incrociarli per estrapolare conclusioni che potrebbero ripercuotersi nei premi assicurativi, nei colloqui di lavoro e nell'accesso o meno a dei luoghi specifici.

© riproduzione riservata | online: | update: 21/02/2018
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