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Scuola, ok decreti attuativi. Inizia lunga stagione conflittuale, dice Flc Cgil

La Flc Cgil contro i decreti attuativi della riforma della scuola (legge 107/15).

"Il Governo, nella seduta del Consiglio dei Ministri del 7 aprile 2017, ha approvato in seconda lettura gli schemi dei decreti legislativi previsti dai commi 180 e 181 della legge 107/15. A nulla sono valsi gli appelli che sono giunti da chi opera quotidianamente nelle scuole e dalle forze sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali, di individuare obiettivi condivisi (stabilizzazione dei precari in tutti gli ordini di scuola, potenziamento dell'organico, generalizzazione della scuola dell'infanzia) su cui focalizzare l'attenzione nell'immediato, rimandando a provvedimenti successivi gli altri aspetti che richiedono approfondimenti e partecipazione di tutte le componenti scolastiche" denuncia in una nota la Flc Cgil.

"Abbiamo giudicato sbagliata la scelta di procedere con tutte le deleghe della legge 107/15 da parte del ministro Valeria Fedeli e riteniamo oggi un errore grave che il governo le abbia approvate. La Flc Cgil - continuano quindi dall'organizzazione sindacale -, pur apprezzando i passi avanti fatti sulla stabilizzazione dei precari della scuola secondaria di secondo grado e sul riordino delle scuole italiane all'estero, non si riconosce nel modello di scuola che emerge da queste deleghe che è in perfetta coerenza con quanto previsto dalla legge 107/15."

Dalla Federazione lavoratori della conoscenza viene esposto in conclusione: "La Flc Cgil preannuncia fin d'ora una forte azione di contrasto e lavorerà affinché si giunga a una mobilitazione unitaria con le altre forze sindacali che veda il coinvolgimento degli studenti, delle famiglie, delle forze politiche, degli enti locali. Questi provvedimenti, insieme alla mancata stabilizzazione degli organici, docenti e Ata, e di sostegno, rendono ancora più grave la situazione del personale scolastico, oberato da carichi di lavoro ormai fuori controllo. Una legge, la 107/15, sbagliata in radice, figlia di una ideologia primitiva e perdente, e un contratto che non si rinnova dal 2007, hanno creato uno scenario di sofferenza e di impasse nella scuola non più tollerabile. Si apre inevitabilmente una lunga stagione conflittuale con il mondo della scuola che si snoderà parallelamente alle vicende politiche che condurranno alle elezioni".

"Il nostro obiettivo sarà quello di riaprire una vera discussione pubblica sulla missione della scuola e sulle sue vere priorità. - viene chiarito - Soprattutto in un Paese dove crescono le disuguaglianze, che questa legge alimenta, per giungere alla costruzione di un modello alternativo alla legge 107/15, capace di ridare senso e dignità a chi nella scuola lavora. Nutriamo la speranza di una scuola migliore da offrire alle generazioni future, in grado di combattere e non alimentare le differenze di classe, che sempre più si allargano nel nostro Paese. Facciamo in modo che il 2017, anno in cui cade il cinquantenario della morte di Don Lorenzo Milani, sia quello del riscatto per la scuola italiana e per tutto il mondo dell'istruzione e della ricerca pubblica."

© riproduzione riservata | online: | update: 07/04/2017
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