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Deflazione: Italia prigioniera di una profonda fase di stallo, avverte Federconsumatori

Federconsumatori commenta i dati dell'Istat sulla deflazione.

"Ad ottobre l'Italia torna in deflazione. La triste conferma giunge stamattina dall'Istat. Il calo dei prezzi è del -0,2% su base annua e del -0,1% sul mese" riferisce in una nota Federconsumatori.

"Dati che stroncano i timidi segnali positivi accennati nei mesi passati, ma soprattutto dimostrano la necessità e l'urgenza di un intervento del Governo per rilanciare l'occupazione e la domanda interna. - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. - Quel che è peggio è che tali dati riproiettano il Paese nella profonda fase di stallo di cui è prigioniero da molto, troppo tempo. Per questo si rende sempre più urgente una vera e propria scossa all'economia, in grado di aprire una nuova fase di sviluppo e di crescita."

"Il primo passo in tal senso è un serio intervento sul fronte dell'occupazione: attraverso l'avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro che, senza disperdere risorse in mille rivoli, si concentri sulla disposizione di investimenti per: innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico; realizzazione, modernizzazione e messa in sicurezza antisismica delle infrastrutture, specialmente al Sud; valorizzazione e qualificazione dell'offerta turistica" si continua.

Viene reso noto: "Creare nuovo sviluppo e contribuire alla crescita della domanda occupazionale significa apportare beneficio alle famiglie in termini generali: queste ultime conoscerebbero, infatti, un nuovo aumento del proprio potere di acquisto, dal momento che non dovrebbero più provvedere al sostegno economico di figli e nipoti disoccupati (per una spesa che l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato pari a circa 450 euro al mese)."

Si evidenzia infine: "Oltre a intervenire su tali versanti è indispensabile che il governo lavori eliminare definitivamente l'aumento dell'IVA dal 10 al 13% e dell'IVA ordinaria dal 22 al 25% nel 2018 ed al 25,9% dal 2019. Aumenti che, per una famiglia tipo, comporteranno ricadute a regime di +782 euro annui a famiglia. Tale operazione infliggerebbe un colpo ferale all'intero sistema economico. Ma, già da ora, anche solo prospettare tale aumento ha un allarmante effetto depressivo sull'economia, in particolar modo sugli investimenti. Per questo è indispensabile gettare le basi per una vera, strutturale e duratura ripresa, ben più decisa di quella finora solo annunciata."

© riproduzione riservata | online: | update: 14/11/2016
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