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Facebook raccoglie metadati Messenger, ma solo su Android. C'è accordo?

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, si è scoperto che Facebook archivia tutti i metadati delle telefonate e delle chat di Messenger, ma solo se si possiede uno smartphone Android, cioè di Google.

A quanto pare non era solo Cambridge Analytica ad avere il vizietto di raccogliere quanti più dati possibili degli utenti Facebook. Dopo lo scandalo legato allo sfruttamento dei dati personali di oltre 50 milioni di utenti per veicolare messaggi pro Trump durante la campagna elettorale USA, si scopre che Facebook da anni sta incamerando tutti i metadati di telefonate, videochiamate, chat e SMS girati su Messenger e Facebook Lite, se si possiede uno smartphone Android (cioè quello di Google).
Per metadati si intende numeri di telefono, nomi, luogo e data, orario di inizio e durata della conversazione ed ogni altra informazione utile per risalire alla telefonata e alla chat.

Dopo il caso Cambridge Analytica, sulla scia dell'hashtag #DeleteFacebook, molti utenti hanno deciso infatti di cancellare il proprio account del social di Mark Zuckerberg. Prima però gli iscritti hanno utilizzato l'opzione "Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook", grazie alla quale si ottiene un backup di tutte le attività svolte sul social network: dagli aggiornamenti del profilo ai post condivisi, dalle foto agli altri contenuti pubblicati.
A quel punto, la scoperta. Facebook archivia i metadati delle telefonate e delle chat di Messenger e Facebook Lite.

Menlo Park cerca di difendersi spiegando che la funzione è facoltativa (ma si può parlare di scelta se la maggioranza delle persone è afflitta da analfabetismo funzionale?) e che tali dati non vengono ceduti a terze parti. "Quando ti iscrivi a Messenger su Facebook Lite per Android, oppure su Messenger per Android, ti viene data l'opzione di aggiornamento costante dei contatti, così come della cronologia chiamate e messaggi di testo. Nel caso di Messenger, puoi attivarla, scegliendo scopri di più o non adesso. Nel caso di Facebook Lite le opzioni dono attiva o salta. Non vendiamo mai questi dati e questa funzione non raccoglie i contenuti dei messaggi di testo o delle chiamate" viene puntalizzato.

Facebook però non chiarisce perché ha necessità di raccogliere tutti i metadati delle telefonate e delle chat e perché tale archiviazione riguarda solo i possessori di smartphone Android e non, per esempio, con sistema operativo iOS della Apple. Difficile pensare che sia solo per un problema tecnico, e così c'è già chi si domanda se tra Facebook e Google ci sia stato una sorta di accordo.

E' d'altronde ormai il segreto di Pulcinella che i servizi solo apparentemente gratuiti offerti dalle multinazioni dell'hi-tech hanno spesso come fine principale la raccolta più o meno lecita dei metadati degli utenti, da sfruttare di volta in volta per scopi di ingegneria sociale o commerciali. E quando qualcuno se ne accorge, al colosso di turno basta al massimo un "scusate, non l'abbiamo fatto apposta" per far dimenticare la grave violazione della privacy, come quando Google nel 2010 ammise la raccolta di dati Wi-Fi attraverso le auto di Street View.

© riproduzione riservata | online: | update: 26/03/2018
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