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Trump prosegue corsa agli armamenti? Bombe atomiche a Seul per fermare Kim Jong-un

Dopo aver lanciato 59 missili sulla Siria senza alcuna risoluzione dell'ONU, Donald Trump sta valutando come risolvere il problema della Corea del Nord. Sul tavolo del Consiglio per la sicurezza nazionale l'ipotesi di riportare dopo 25 anni in Corea del Sud bombe atomiche USA oppure l'assassinio di Kim Jong-un.

Chi conosce bene il dittatore nordcoreano assicura che Kim Jong-un "non esiterebbe ad usare armi nucleari" nel caso si senta in pericolo, poiché non ha alcuna intenzione di finire come Saddam Hussein e Mu'ammar Gheddafi.

A quanto pare, però, Donald Trump non sembra aver intenzione di fermare quella corsa agli armamenti iniziata con il lancio dei missili USA sulla Siria, senza alcuna risoluzione dell'ONU. Il Consiglio per la sicurezza nazionale americano ha infatti presentato al presidente Trump le opzioni per rispondere al programma nucleare della Corea del Nord, e tra queste non figura il negoziato.

Le ipotesi sul tavolo sarebbero infatti quelle di distribuire bombe atomiche USA in Corea del Sud o di uccidere Kim Jong-un, come funzionari di alto livello di intelligence e militari hanno rivelato alla NBC News.

La Casa Bianca spera che sia la Cina ad intervenire su Pyongyang, attraverso la diplomazia ed un rafforzamento delle sanzioni. Ma se ciò non dovesse far desistere la Corea del Nord dal suo sviluppo di armi nucleari, gli USA si dicono pronti a modificare sostanzialmente la politica nella regione, tanto che pochi giorni fa anche il segretario di Stato USA Rex Tillerson aveva ammesso che "tutte le opzioni sono sul tavolo", compresa quella di un attacco preventivo.

Gli Stati Uniti hanno ritirato dalla Corea del Sud tutte le bombe atomiche circa 25 anni fa, e riportarle all'Osan Air Base, a meno di 50 miglia a sud da Seol, segnerebbe il primo dispiegamento nucleare all'estero dalla fine della guerra fredda.

Se poi si considera che la Cina ha già avvertito che se gli USA non smantelleranno il sistema antimissile THAAD "potrebbe riconsiderare la sua promessa di non essere il primo Paese a usare armi nucleari contro Stati non nucleari" come la Corea del Sud, appare chiaro che c'è il serio rischio di veder iniziare davvero la Terza Guerra Mondiale.

Neanche l'eliminazione (fisica) di Kim Jong-un risolverebbe il problema, visto che ugualmente la Cina si sentirebbe in pericolo perdendo un alleato storico ed il controllo della regione. Ecco perché dopo che Donald Trump con il suo ego sempre più smisurato ha affermato "se la Cina non ha intenzione di risolvere il problema della Corea del Nord lo faremo noi", il generale John Hyten, comandante del Comando Strategico, chiarisce invece che "qualsiasi soluzione al problema nordcoreano deve coinvolgere Pechino".

© riproduzione riservata | online: | update: 08/04/2017
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