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NASA: Spazio modifica DNA. A rischio viaggi su Marte di Elon Musk?

LA NASA rivela che dopo mesi sulla Terra l'astronauta Scott Kelly ha subito la modifica del 7% del DNA. Molti media mainstream si affrettano a rassicurare sulla sicurezza dei viaggi spaziali. A rischio il new business di Elon Musk?

La permanenza nello Spazio potrebbe non essere così meravigliosa come qualcuno vorrebbe far credere. I viaggi spaziali sembrano essere la nuova frontiera del business di miliardari come Elon Musk, ansiosi a quanto pare di vendere lussuosi pacchetti vacanze per Marte.
Uno studio della NASA però rischia di rovinare questo cosmico storytelling, tanto che alcuni media mainstream (anche italiani) si sono affrettati a rassicurare sulla sicurezza dei pernottamenti nella termosfera (dove si trova la Stazione Spaziale Internazionale) ed oltre.

L'Agenzia spaziale americana ha infatti rivelato che il 7% del DNA dell'astronauta Scott Kelly è cambiato, molto probabilmente per sempre. Scott Kelly è tornato sulla Terra nel marzo 2016 dopo 340 giorni consecutivi sulla ISS, lasciando sul nostro pianeta il fratello gemello Mark.
L'obiettivo era confrontare i parametri biologici di Scott a fine missione con quelli del fratello, per verificare in particolare gli effetti delle radiazioni a livello genetico.

Non è un mistero che per i viaggi spaziali di lunga durata l'esposizione a sorgenti di radiazioni, come i raggi cosmici ionizzanti ad alta energia, possono costituire un grave rischio per la salute. Ecco perché c'è chi ritiene siano solo speculazioni gli annunci di missioni spaziali umane su Marte.
Per una missione di andata e ritorno sul Pianeta Rosso della durata di tre anni, le schermature delle pareti di un veicolo spaziale allo stato attuale risulterebbero infatti pressoché inutili. L'impatto dei raggi cosmici sulla schermatura produrrebbe inoltre ulteriori radiazioni in grado di causare danni all'equipaggio.

Anche se la NASA assicura che il DNA di Scott Kelly "fondamentalmente non è cambiato", in realtà il 7% dei suoi geni si sono modificati. Il 93% dei geni di Scott sono tornati alla normalità dopo l'atterraggio, ma con il tempo si è capito che il restante 7% presumibilmente rimarrà mutato per sempre.
La NASA spiega che il volo spaziale ha cambiato il 7% dell'espressione genica, la cui regolazione è fondamentale per la cellula, perché le permette di controllare le proprie funzioni interne ed esterne. L'espressione genica è quel processo attraverso cui l'informazione contenuta in un gene (costituita di DNA) viene convertita in una macromolecola funzionale (tipicamente una proteina).

Quando era nello Spazio, Scott Kelly ha subito un significativo allungamento dei telomeri, la regione terminale di un cromosoma il cui accorciamento ad ogni ciclo replicativo del DNA provocherebbe l'invecchiamento cellulare. Dopo due giorni dall'atterraggio, la maggior parte di questi telomeri si è però nuovamente accorciata.

A non tornare nella norma dopo mesi sulla Terra è stato invece il 7% dei geni relativi al sistema immunitario, alla riparazione del DNA, ai recettori che promuovono la formazione ossea, all'ipossia (carenza di ossigeno) e all'ipercapnia (presenza di anidride carbonica nel sangue in misura superiore alla norma).
Leggermente modificate anche le prestazioni cognitive di Scott rispetto a quelle di Mark, poiché lo studio della NASA ha rilevato una diminuzione nella velocità e nell'accuratezza dell'apprendimento. Sarà forse per questo che Scott Kelly quando ha appreso che il 7% del suo DNA è stato modificato in modo irreversibile invece di preoccuparsi ha commentato "Hm, è curioso".

© riproduzione riservata | online: | update: 17/03/2018
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