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Agromafie: a rischio mense scolastiche. Serve filiera corta, dice Coldiretti

La Coldiretti Lazio riflette sul rapporto sulle attività delle agromafie che nel 2016 hanno realizzato un fatturato di 21,8 miliardi di euro.

"Roma occupa la 74esima posizione nella graduatoria delle province italiane sulla intensità del fenomeno delle mafie nel settore agroindustriale, indice calcolato sulla base delle risultanze quantitative delle azioni di contrasto specifiche messe in atto dalle diverse forze dell'ordine verso questo particolare aspetto criminale. Al primo posto della classifica Reggio Calabria, all'ultimo Trento", viene osservato in una nota da Coldiretti Lazio, commentando i dati del quinto rapporto sulle attività delle agromafie che nel 2016 hanno realizzato un fatturato di 21,8 miliardi di euro.

"La Capitale e le campagne romane scatenano sempre più spesso - osserva quindi David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio - gli appetiti dei clan criminali che puntano al controllo di tutto ciò che produce profitto, dalle filiere agroalimentari ai mercati rionali, dalla produzione, trasporto e commercializzazione di tutti i beni alimentari, dalla frutta agli ortaggi, dalle carni alle mozzarelle".

"Le mafie sono così evolute - precisa - che oggi si sono organizzate per reinvestire i capitali sporchi in attività pulite, soprattutto nel settore della ristorazione come testimoniato dal sequestro, a maggio del 2016, di bar, ristoranti e pizzerie del centro di Roma, per un valore di 80 milioni di euro, beni riconducibili ad alcuni imprenditori ritenuti coinvolti in traffici gestiti dalla camorra".

"Ma la principale preoccupazione della Coldiretti resta la gestione delle mense scolastiche e della ristorazione pubblica e privata", viene chiarito.

"È il settore del vasto pianeta agroalimentare più delicato, se non altro perché - spiega Granieri - riguarda direttamente la salute pubblica e in particolare quella dei bambini".

"Abbiamo proposto - ricorda - le mense a chilometro zero, quelle dove i pasti siano realizzati con i prodotti provenienti dalle campagne romane e laziali per garantire i massimi standard di sicurezza alimentare. In attesa di risposte non possiamo far altro che ripetere la nostra sollecitazione a potenziare il sistema dei controlli sulle mense per una verifica sempre più puntuale sulla qualità e sulla sicurezza degli ingredienti e dei cibi serviti nelle mense romane e laziali".

Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Anticorruzione, assicura comunque che "sono in dirittura di arrivo i bandi tipo per abolire, nell'aggiudicazione degli appalti per le mense, il massimo ribasso e premiare invece il valore aggiunto della filiera corta".

© riproduzione riservata | online: | update: 14/03/2017
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