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Mugnano, foto shock: "indagare se bulli frequentano gruppi chiusi Facebook"

Il Codacons chiede alla magistratura di indagare sui gruppi chiusi di Facebook anche in merito all'episodio di bullismo accaduto a Mugnano.

"L'episodio di bullismo avvenuto a Mugnano (Napoli), dove un ragazzo è stato pestato da un branco di coetanei, portando il padre del giovane a pubblicare la foto del figlio sul web, è da collegarsi alla presenza di numerosi gruppi su Facebook che incitano i giovani a commettere violenze, abusi e stupri nei confronti di coetanei, donne e disabili", dichiara in una nota il Codacons.

"Abbiamo già denunciato alle Procure della Repubblica gruppi sorti su Facebook e nomi e cognomi dei loro creatori e responsabili (a titolo di esempio: 'Welcome To Favelas', 'Pastorizia Never Dies', 'Sesso Droga E Pastorizia', 'La Fabbrica Del Degrado', 'Punta Della Lancia'), nei quali membri e amministratori in totale libertà inneggiano a stupri di gruppo e violenze di ogni tipo - spiega l'associazione dei consumatori - La crescita di episodi di bullismo in Italia è senza dubbio da ricercarsi anche nei social network e nei gruppi 'chiusi' di Facebook che spingono i giovani a compiere abusi e gesti violenti verso coetanei, donne, disabili e soggetti deboli, facendo credere loro che pestare a sangue o seviziare un altro essere umano sia non solo possibile ma addirittura giusto".

"Per questo chiediamo oggi alla magistratura di verificare se i ragazzi responsabili del pestaggio di Mugnano avessero rapporti con gruppi Facebook analoghi a quelli denunciati dal Codacons, e se vi siano eventuali responsabilità di soggetti terzi in qualità di possibili 'mandanti' o istigatori delle violenze perpetrate dal branco" si specifica infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 20/03/2017
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