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Buona Scuola: perché bonus nido non a chi educa figlio a casa?, chiede Moige

Il Moige porta le sue istanze in Commissione Cultura della Camera in merito ai decreti attuativi sulla Buona Scuola.

Venerdì scorso il Moige è stato Commissione Cultura della Camera, davanti alla quale ha postato le sue istanze in merito agli otto decreti attuativi della legge Buona Scuola. Per il movimento italiano genitori le principali perplessità riguardano il decreto sul tema delle formazione professionale e il decreto sulla scuola 0-6 anni.

In merito al tema della formazione professionale, il Moige in una nota spiega che "saltando le competenze delle Regioni, il governo ha puntato a includere la formazione professionale delle Regioni nella sfera dell'Istruzione, incurante che questa tipologia formativa abbia conseguito altrove buoni risultati per la sua diversità di approccio (didattico con gli allievi e partecipativo con i genitori). Con questo approccio, si rischia, senza costruire nulla, di distruggere quanto di buono è stato realizzato in 15 anni e che ha, non a caso, spinto alcune Province autonome a far cessare gli Istituti professionali di Stato. In particolare, a Trento e a Bolzano, gli IPS sono stati trasformati in Istituti provinciali, con regole e costi standard delle Istituzioni formative accreditate. Questa è competizione educativa, che favorisce pluralismo e scelta dei genitori".

Viene quindeei chiesto che "il decreto mantenga il carattere 'sussidiario' dell'offerta scolastica della formazione professionale regionale; che il MIUR torni a coprire il contributo alla formazione professionale che ha cessato di erogare nel 2008; che il Ministero del Lavoro adotti politiche adeguate a favorire un indirizzo unitario in materia di formazione professionale regionale".

Per quanto riguarda invece il sistema scuola 0-6, il Moige rileva che "su questo decreto sono completamente assenti i temi riguardanti la libertà di scelta della mamma e del papà tra la possibilità del nido e la possibilità di avere con sé il bambino nei primi tre anni di vita. - aggiungendo - Chiaramente questo provvedimento penalizza in special modo i genitori poveri che non hanno la possibilità economica di scegliere tra avere il bambino nei primi anni di vita con sé, oppure mandarlo al nido".

"Non accettiamo uno Stato che mette a disposizione circa 1.000 euro mensili per un asilo nido (costo medio asilo nido), solo se opta per il nido, mentre se la famiglia decide di educare il bambino a casa nei primi anni di vita lo Stato non gli eroga nulla. Questa è una discriminazione educativa" denuncia il Moige.

© riproduzione riservata | online: | update: 30/01/2017
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