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Per diffusione smart working serve liceo digitale, dice Parente (PD)

Annamaria Parente del PD sullo smart working.

"La quarta rivoluzione industriale in corso, quella digitale, impone lo smart working, il lavoro 'in connessione', senza luogo e senza tempo, riconosciuto dalla buona legge che abbiamo approvato. Lo smart working è la nuova frontiera del lavoro, che può comportare più inclusione dei disabili, maggiori opportunità per le donne e per la conciliazione, meno spostamenti e quindi più sostenibilità. Ma lo smart working impone una maggiore diffusione della cultura digitale, a partire dalla scuola con la necessità di sperimentare un 'liceo digitale' e programmi più pervasivi per tutti i corsi di studio. Fino all'esigenza di certificare le competenze, alla quale si sta lavorando grazie al Jobs Act" diffonde in una nota Annamaria Parente, senatrice del Partito Democratico.

"Lavorare da remoto, in connessione premia la creatività dei lavoratori e la produttività delle imprese, ma richiede competenze che vanno acquisite, riconosciute, aggiornate, competenze che i Millenials hanno ma che vanno sistematizzate e approfondite a scuola, anche per accrescere la consapevolezza del web, contro fake news, cyberbullismo, nuova manipolazione" evidenzia in ultimo.

© riproduzione riservata | online: | update: 12/12/2017
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