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Amazon ci mette la faccia, ma degli altri. Rekognition venduto ai governi

Amazon vende il suo software Rekognition ai governi di alcune città americane ed entra a gamba tesa nel settore della videosorveglianza di massa.

La tecnologia di riconscimento facciale, che forse ignari utenti hanno contribuito a perfezionare pubblicando sui social i loro selfie, sta diventando sempre più invasiva. Uno studio condotto due anni fa dalla Georgetown University ha svelato che almeno la metà della popolazione americana ha il proprio volto scannerizzato e conservato in un database di polizia.
Un'inchiesta condotta da The Verge rivelava invece che la FBI aveva raccolto fino a due anni fa ben 434.000 scansioni dell'iride, non necessariamente di persone sospettate o incriminate di qualcosa.

Database che possono essere collegati a sistemi di riconoscimento facciale per monitorare ogni spostamento dei cittadini, come quello molto sofisticato che sta mettendo in commercio Amazon. Il colosso fondato da Jeff Bezos, infatti, sta aiutando il governo e le forze di polizia di alcune città americane ad attuare una ferrea sorveglianza delle persone. Ma non solo.

Amazon Rekognition, come è stato ribattezzato questo software di riconoscimento facciale, è stato venduto anche a Sky News in occasione del matrimonio reale tra Meghan Markle e il principe Harry. Nel corso della diretta i telespettatori che hanno seguito la cerimonia sul canale di Sky hanno potuto infatti associare i volti degli invitati ad un nome che appariva in un sottopancia, non grazie al lavoro di ricerca dei giornalisti ma alla cosiddetta intelligenza artificiale alla base di Rekognition.

Il sotware di Amazon era infatti collegato ad un ricco database di VIP e mano a mano che gli invitati entravano nella cappella di Saint George Rekognition associava il volto ad un nome. Divertente (forse) se si tratta di un personaggio pubblico. Il problema però è che Amazon Rekognition sta cominciando ad essere agganciato anche ai database governativi, con il rischio che si crei una società a metà tra il Grande Fratello ed il Truman Show.

L'American Civil Liberties Union, che si occupa di difendere i diritti civili e le libertà individuali, ha rivelato infatti che Amazon ha venduto nel 2017 il suo Rekognition alla città di Orlando, in Florida, e alle forze di polizia della contea di Washington, in Oregon. Inoltre, anche la polizia della California e dell'Arizona sta valutando l'acquisto di Amazon Rekognition.

L'ACLU ha poi appreso che in questi mesi la contea di Washington ha messo in piedi (o meglio online) un database di almeno 300.000 foto segnaletiche, che Rekognition scandaglierà monitorando tutti quei residenti che passeranno almeno una volta di fronte ad una telecamera di sorveglianza. Immagini che probabilmente verranno archiviate fino a quando Amazon Rekognition non riuscirà a dare un nome a tutti i cittadini, ovviamente solo per la loro sicurezza e per combattere il rischio terrorismo.

Quello di Amazon non è certo il primo software in grado di effettuare un riconoscimento facciale ma a quanto pare è particolarmente sofisticato. In base a quanto sostiene la multinazionale quando deve presentare il suo prodotto ai clienti, Rekognition è in grado di identificare, tracciare e analizzare immagini di persone in tempo reale nonché riconoscere fino a 100 volti in una singola immagine. Amazon si vanta infatti di riuscire a monitorare "tutte le facce presenti in una foto di gruppo, in eventi affollati e in luoghi pubblici come gli aeroporti". E questo perché riesce a recuperare rapidamente le informazioni raccolte su un database contenente decine di milioni di volti. Che non si capisce bene però da quale autorità abbia preso, e se questa sia pubblica o privata.

La ACLU ha chiesto formalmente all'azienda di Jeff Bezos di smettere di vendere ai governi Rekognition. "Le persone dovrebbero essere libere di camminare per la strada senza essere monitorate dal governo. Automatizzando la sorveglianza di massa, i sistemi di riconoscimento facciale come Rekognition minacciano questa libertà. Inoltre, come con altre tecnologie di sorveglianza, questi sistemi saranno sicuramente rivolti in modo sproporzionato contro le minoranze. Una volta costruiti e implementati potenti sistemi di sorveglianza come questi, il danno sarà estremamente difficile da annullare" avverte la Ong.

Interessante anche il fatto che Amazon solleciti feedback da parte dei sui clienti per apportare "potenziali miglioramenti" alle capacità di Rekognition. Inoltre, prometterebbe anche servizi di consulenza gratuiti per dimostrare l'efficienza del software nelle città.
Può essere quindi letta sotto un'altra luce una notizia di circa un anno fa, che raccontava come la Germania stesse cercando delle cavie umane per un programma pilota di riconoscimento facciale. In cambio della scannerizzazione del loro volto e della loro identità, il governo tedesco offriva loro non denaro ma buoni da spendere su Amazon. All'epoca però non era ancora noto che la multinazionale volesse entrare a gamba tesa nel settore della videosorveglianza di massa. Amazon in questo progetto tedesco ci stava mettendo la faccia, ma non era chiaro che fosse quella degli altri.

© riproduzione riservata | online: | update: 23/05/2018
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