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Xylella fastidiosa: Corte di Giustizia UE utilizza metodo Angelina Jolie

La Corte di Giustizia dell'UE ha stabilito che la Commissione europea può obbligare gli Stati membri ad abbattere tutte le piante, ulivi e non, potenzialmente infettate dalla Xylella fastidiosa, quindi anche quelle sane. In sostanza quindi l'Unione europea per combattere la Xylella fastidiosa sembra voler utilizzare il metodo Angelina Jolie

Gli ulivi del Salento, anche quelli secolari e sani, rischiano di essere abbattuti. La Corte di Giustizia dell'UE ha infatti stabilito che la Commissione europea può obbligare gli Stati membri ad abbattere tutte le piante potenzialmente infettate dalla Xylella fastidiosa, il batterio che dal 2013 sta provocato diversi danni alla coltivazione dell'olivo anche in Puglia.

Alla Corte di Giustizia europea si erano rivolti un gruppo di agricoltori della provincia di Brindisi che si erano opposti alla decisione del governo perché considerano l'abbattimento degli ulivi "contrario ai principi di proporzionalità e di precauzione" sulla base del fatto che l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) "non ha dimostrato (nel parere del 6 gennaio 2015, ndr) l'esistenza di un sicuro nesso di causalità tra il batterio Xylella e il disseccamento rapido degli ulivi nella Regione Puglia" ma solo una "una correlazione significativa".

Interessante notare come per il caso xylella non serva quindi il famoso "nesso causale" (quello indispensabile per dimostrare per esempio i danni da vaccini e uranio impoverito) per far scattare i provvedimenti.

La Corte di Giustizia dell'UE dà di conseguenza il via libera all'abbattimento degli ulivi perché i ricorrenti non avrebbero prospettato "alcuna misura alternativa meno gravosa, idonea a raggiungere questo stesso obiettivo" cioè debellare la xylella. I giudici europei confermano inoltre che gli agricoltori pugliesi devono abbattere tutte le piante ubicate "entro un raggio di 100 metri" attorno agli ulivi infetti, anche se ancora una volta l'Efsa ha ammesso che "i contributi alla propagazione derivanti dal fattore umano e dal vento sono ancora incerti e vi è una mancanza di dati riguardo alla distanza che gli insetti vettori possono coprire volando". La distanza di sicurezza di 100 metri quindi in sostanza è solo ipotizzata poiché ritenuta "appropriata".

Il principio di precauzione viene poi richiamato dalla Corte di Giustizia per sostenere invece che l'eradicazione delle piante sane è giusta perché "la presenza del batterio Xylella è difficile da scoprire in piante esenti da sintomi o recentemente contaminate". I giudici stabiliscono quindi che la Commissione europea può imporre l'eradicazione degli ulivi perché "nella Regione Puglia, una potatura radicale degli ulivi infettati ha portato alla nascita di nuovi germogli alla base degli alberi, ma non è stato dimostrato che tale metodo sia efficace per guarire le piante e impedirne la morte", come ha dichiarato l?Efsa. Ma finora non è stato dimostrato neanche il contrario.

In sostanza quindi l'Unione europea per combattere la Xylella fastidiosa sembra voler utilizzare il metodo Angelina Jolie che si è fatta "eradicare" il seno e le ovaie solamente perché c'era la possibilità che potesse contrarre un tumore anche se al momento delle operazioni non c'era "nessun segno di cancro in nessuno dei tessuti".

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