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Keith Haring: quando Roma cancellò i suoi graffiti dalla metro A

Ricorre oggi l'anniversario di Keith Haring, e mentre viene celebrato in tutto il mondo Roma invece ha letteralmente "cancellato" la memoria artistica impressa dal writer statunitense.

Ricorre il 4 maggio l'anniversario della nascita di Keith Haring, pittore e writer statunitense, morto prematuramente il 16 febbraio del 1990 all'età di 31 anni a causa dell'AIDS.
Keith Haring considerava "la tela come materiale in sé meravigliosa" perché "è robusta, può essere venduta e in un certo senso è duratura" ma, spiegava nel 1978, lo inibiva, facendo notare: "Spendo otto dollari per una tela di 75 centimetri per cento e per la pittura a olio; poi vado in paranoia per come riuscirà perché ho speso 12 dollari per quel quadro e penso che debba valere qualcosa. Invece, quando dipingo su un pezzo di carta che ho trovato oppure ho comprato a poco prezzo, e uso l'inchiostro ad acqua, faccio un intero quadro di 120 centimetri per 270 senza aver speso praticamente nulla".
E così Keith Haring fa esplodere la sua creatività sulla strada, ma negli anni '70 quella che poi verrà chiamata Pop Art è ancora illegale tanto che il writer sarà arrestato diverse volte. La popolarità di Keith Haring cresce ben presto, e prima di poter ammirare le sue opere in un museo era possibile godere della sua arte semplicemente prendendo la metropolitana.
Keith Haring non mancò di visitare anche l'Italia, e il suo passaggio nel 1989 è per fortuna ancora ben visibile sulla parete esterna della Chiesa di Sant'Antonio Abate a Pisa, dove è possibile contemplare il graffito Tuttomondo, dedicato alla pace universale. Purtroppo però Keith Haring non aveva ragione solamente nel pensare che dipingere su un foglio (o su un muro) non costa nulla, ma anche sul fatto che la tela è sicuramente più duratura.
Roma infatti, ha letteralmente "cancellato" la memoria artistica impressa da Keith Haring nel 1982 sullo zoccolo del Palazzo delle Esposizioni ma anche sulle pareti trasparenti del ponte sul Tevere nella metropolitana linea A del tratto Flaminio-Lepanto.
La lungimirante amministrazione capitolina del 1992 pensò infatti di "ripulire" i graffiti di Keith Haring al Palazzo delle Esposizioni per non fare brutta figura con Michail Gorbacev, in visita nella città. Roma però non ha imparato la lezione, e nel 2001 il Comune ha accuratamente cancellato anche il murale 6 metri per 2 realizzato sulle pareti trasparenti del Ponte sul Tevere, a quanto pare perché occultava la vista sul fiume.

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