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Vulcano Stromboli: criticità elevata. Campi Flegrei: fase attenzione

La Protezione Civile mantiene l'avviso di criticità elevata riguardo all'attività del vulcano Stromboli, a causa della consistente emissione di cenere e vapori, in concomitanza con un aumento del flusso di lava. Nell'area dei Campi Flegrei, invece, dal livello "base" si è passati al livello di allerta.

La Protezione Civile mantiene l'avviso di criticità elevata riguardo all'attività del vulcano Stromboli. Il 9 gennaio, infatti, alle ore 17:30 è stato osservato un trabocco lavico lungo la Sciara del Fuoco del vulcano Stromboli, oltre che un progressivo aumento dell'attività vulcanica sui crateri sommitali e fenomeni di rotolamento di blocchi incandescenti lungo la Sciara del Fuoco, come rendeva noto la Protezione Civile. La Protezione Civile spiega infatti che questi fenomeni sono legati all'incremento dell'attività eruttiva del vulcano registrata dal 23 dicembre, quando sono avvenuti ripetuti trabocchi lavici dalla terrazza craterica del vulcano che hanno generato piccole colate di lava nei settori settentrionali e nord-occidentali della Sciara del Fuoco. Per questo motivo, il 10 gennaio il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile (che vigila attraverso le Sezioni dell'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologi) ha emesso un avviso di criticità elevata.

Avviso che rimane in vigore ancora oggi, visto che il 12 gennaio è stato registrato un forte aumento del tremore vulcanico, a cui è seguita una spiccata deformazione del suolo nella parte sommitale del vulcano. Inoltre, una consistente emissione di cenere e vapori - che ha raggiunto diverse centinaia di metri di altezza -, in concomitanza con un aumento del flusso di lava, scorrendo lungo la Sciara del Fuoco ha innescato frane di materiale incoerente. Il Dipartimento della Protezione Civile assicura quindi di stare seguendo con attenzione l'evoluzione dei fenomeni registrati dalle reti dei Centri di Competenza - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Università di Firenze - negli ultimi giorni sul vulcano Stromboli, tanto che nella giornata del 13 gennaio sull'isola sono arrivati tecnici della Protezione Civile con il compito di verificare, insieme proprio al personale dei Centri di Competenza presenti sul territorio, lo stato di attività del vulcano.

Ma non solo. Il 2 gennaio la Protezione Civile ricorda che su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, i ricercatori dell'INGV-OV hanno presentato i dati rilevati e i documenti prodotti alla Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico, affinché esprimesse le proprie valutazioni sullo stato del sistema vulcanico dei Campi Flegrei. Già il 22 novembre scorso, presso la sede dell'Osservatorio Vesuviano a Napoli, si era svolta una riunione che è servita per fare il punto sulla situazione dell'area vulcanica dei Campi Flegrei e sulla pianificazione di emergenza nei territori interessati. Sulla base di tali valutazioni, la Commissione Grandi Rischi ha quindi confermato di innalzare il livello di allerta per i Campi Flegrei, passando dal livello "base", che corrisponde all'attività ordinaria del vulcano, al livello di "attenzione", determinato dalla variazione, rispetto all'ordinario, di alcuni dei parametri monitorati. Il Dipartimento della Protezione Civile ha quindi stabilito, d'intesa con la Regione Campania, il passaggio alla "fase di attenzione", precisando che "sono quattro, in particolare, i livelli di allerta previsti per i Campi Flegrei: ai primi due livelli, base e attenzione, seguono il livello di preallarme e il livello di allarme".

Tale decisione è stata presa dopo aver monitorato, per esempio, il fenomeno del bradisismo. La Protezione Civile informa infatti che dal 2004 a marzo 2011, cioè in 7 anni circa, il suolo si è innalzato di circa 9 cm mentre solo negli ultimi 2 anni – da marzo 2011 ad oggi - è stato registrato un sollevamento complessivo di ulteriori 10 cm, di cui circa 6 cm nel 2012. La stazione GPS di riferimento per queste misurazioni è quella di Rione Terra a Pozzuoli, dove è stata rilevata la maggiore deformazione verticale del suolo. E proprio la popolazione di Pozzuoli ha avvertito in particolare lo sciame sismico (magnitudo di 1.7) registrato il 7 settembre 2012. Ulteriori anomalie, prosegue la Protezione Civile, anche riguardo le composizioni delle emissioni fumaroliche della Solfatara, spiegando che le evidenze di queste nuove anomalie sono visibili in superficie con una serie di fenomeni che interessano in particolare l'area di Pisciarelli, che si trova a poca distanza dalla Solfatara di Pozzuoli. Quest'area, ricorda la Protezione Civile, è da tempo sede di emissione di gas, con una prima variazione registrata nell'ottobre del 2006 quando è stata riscontrata la presenza di una polla, o sorgente di acqua bollente, larga circa 3 metri. Nel marzo 2009 la polla si è ulteriormente allargata raggiungendo i 5-6 m di diametro e la presenza di fango che ha suggerito, prosegue la Protezione Civile, che questa sia stata formata da un evento improvviso, simile ad un'esplosione freatica - acqua, fango e gas - di entità molto debole. Anche nella nuova bocca fumarolica del dicembre 2009 è stata osservata la presenza di fango intorno al punto d'emissione, tanto che l'area risulta interdetta già dal 2010 con un provvedimento del Comune di Pozzuoli.

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