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Corde vocali artificiali: MIT prova col gel di glicole polietilenico

Corde vocali artificiali ricostruite con il PEG30, polimero atossico presente sovente nei cosmetici e nei prodotti per il corpo, senza contare il suo ruolo nei restauri lignei rimasti per lungo tempo sott'acqua.

Il glicole polietilenico 30 (Peg30) nome che alcuni ricorderanno di aver già letto come componente nell'etichetta di qualche confezione di crema, potrebbe essere l'elemento chimico chiave per ridare la voce a chi ha seri problemi alle corde vocali. L'afonia o la pedita della voce dipesa dalle corde vocali, nella maggioranza dei casi, dicono gli esperti, è collegata ad una diminuita "flessibilità" delle membrane dovuta, in parecchi casi, a delle "micro cicatrici" che riducono l'elasticità di questo delicatissimo organi. Ora i ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston, promettono di fare il miracolo: ridare la voce a chi, come Roger Daltrey (The Who) o Julie Andrews (Mary Poppins), ed altri milioni di persone, hanno perso la loro antica voce per via magari, come i due artisti, di seri interventi alla gola. Non è certo un caso che la stessa Julie Andrews stia finanziando questa promettente ricerca che vede il PEG come "sostituto" delle corde vocali. Robert Langer, che guida gli esperimenti, ha affermato al 244esimo congresso dell'America Chemical Society a Filadelfia che la tecnica con il glicole polietilenico potrebbe essere sperimentata sull'uomo entro un anno. L'"inserimento" del Peg30 nelle corde vocali è stato sperimentato con successo sugli animali, dimostrando ancora una volta la sua completa (e già nota) atossicità, ma soprattutto queste corde vocali "artificiali", hanno mostrato la capacità di vibrare proprio come quelle "umane", e cioè circa 200 volte al secondo (in una normale conversazione). Sottolinea il dottor Langer: "Il gel ha proprietà simili alle sostanze presenti nelle corde vocali umane e vibra in risposta ai cambi di pressione dell'aria". E lo scienziato alla domanda se proprio l'indimenticabile interprete di Mary Poppins deciderà di fare "da cavia" al trattamento ha affermato: "Non so se Julie Andrews vorrà essere la prima paziente a provare il trattamento. Credo che voglia semplicemente fare una cosa buona per tutti gli altri. Molte persone potranno beneficiare di questa cura se diventerà disponibile".

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