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Virus Zika, OMS: possibile trasmissione sessuale. Olimpiadi Rio 2016 a rischio?

Cresce il timore che il virus Zika possa essere la nuova pandemia dopo l'Ebola. Il virus Zika ha già colpito 22 Paesi dell'America Latina, ma l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) avverte che la malattia rischia di diffondersi anche negli Stati Uniti. Inoltre, l'OMS rivela che "il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona". Il Brasile è il Paese più colpito dal virus Zika: a rischio le Olimpiadi di Rio 2016?

Dopo aver colpito 22 Paesi dell'America Latina, il virus Zika ha raggiunto anche l'Italia. Sono infatti 4 i casi di contagio segnalati nel nostro Paese, tutti in uomini che rientravano dal Brasile. In realtà, non si tratta di casi recenti ma risalenti alla primavera del 2015 come precisa Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani di Roma. Tre casi di contagio sarebbero stati invece registrati anche in Gran Bretagna e due in Spagna, mentre almeno due casi sospetti sarebbero segnalati negli Stati Uniti. Si teme quindi che quella da virus Zika possa essere la nuova pandemia dopo l'Ebola, anche se gli epidemiologi cercano di tranquilizzare assicurando che non ci sono evidenze scientifiche di trasmissione tra uomo e uomo.

Il virus Zika è stato scoperto per la prima volta in Uganda nel 1947, nella foresta di Zika. Il virus è trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, soprattutto Aedes aegypti e Aedes albopictus (zanzara tigre). Durante la prima settimana di infezione, il virus Zika può essere trovato nel sangue e passa da una persona infetta ad un'altra sana attraverso le punture di zanzara. Come riporta Wikipedia, negli esseri umani il virus provoca una malattia nota come "zika", "malattia Zika", o febbre Zika. Il virus è correlato alla dengue, alla febbre gialla, all'encefalite del Nilo occidentale e all'encefalite giapponese, tutte malattie provocate da virus membri della famiglia dei virus Flaviviridae.

A far preoccupare però il fatto che l'infezione da virus Zika nelle donne gravide può determinare nel nascituro casi di microcefalia e di malformazioni fetali. Attualmente i Paesi dove c'è il rischio maggiore di infezione sono: Brasile (dove nel 2015 c'è stato un incremento importante di casi di microcefalia), Colombia, El Salvador, Guyana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Suriname e Venezuela. Eppure, fino ad un anno fa, l'America non era mai stata "contagiata" dal virus Zika. Si sospetta infatti che questo tipo di "zika" appartenga non al filone africano ma a quello asiatico.

In Brasile negli ultimi mesi sono state circa 4mila le nascite di bambini con microcefalia, su un milione e mezzo di casi di infezione. Poiché non esiste ancora un vaccino contro il virus Zika, il governo dell'El Salvador ha esortato le donne nella nazione centroamericana ad evitare di rimanere incinte fino al 2018 per evitare che i loro figli possano sviluppare difetti di nascita. Il provvedimmento è stato adottato dopo gli oltre 5mila casi di contagio registrati nel 2015. Con i suoi oltre 13mila casi sospetti di contagio da virus Zika, anche la Colombia ha invitato le donne a non rimanere incinte per almeno i prossimi 6 mesi, in attesa di capire l'evoluzione dell'epidemia. In Brasile e in altri paesi colpiti dal virus Zika si sono inoltre registrati incrementi inusuali della sindrome di Guillain-Barré.

L'European centre for disease prevention and control (Ecdc) in un report pubblicato nel dicembre 2015 ammette che la trasmissione del virus Zika in UE è possibile "perché l'Aedes albopictus (zanzara tigre, ndr) è probabilmente il vettore principale per la trasmissione" dell'infezione. Nell'ultimo report del 22 gennaio 2016, l'Ecdc precisa comunque che nonostante "la crescente evidenza" tra l'infezione da virus Zika e le malformazioni fetali come la microcefalia "il nesso causale non è stato ancora confermato", chiarendo anche che "non è stata pubblicata neanche nessuna nuova prova scientifica che possa mettere in relazione la sindrome di Guillain-Barré con l'infezione da virus Zika".

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha invece diramato oggi un avviso nel quale si legge che probabilmente il virus colpirà in tutto il continente americano (compresi gli Stati Uniti), con la sola eccezione del Canada e del Cile. L'OMS ha spiegato che la probabile diffusione dello Zika deriva dal fatto che la popolazione delle Americhe non era mai stata esposta al virus e per questo motivo il sistema immunitario è impreparato a fronteggiare la malattia. L'OMS avverte inoltre che "il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona. Tuttavia, - precisa l'Organizzazione Mondiale della Sanità - sono necessari ulteriori dati per confermare se il contatto sessuale è un mezzo di trasmissione del virus Zika".

A preoccupare la comunità internazionale il fatto che queste estate in Brasile si svolgeranno le Olimpiadi di Rio 2016. Le autorità brasiliane hanno assicurato che le ispezioni degli impianti olimpici cominceranno nei quattro mesi precedenti l'inizio dei Giochi, precisando però che per tutelare gli atleti l'utilizzo della disinfestazione chimica sarà ridotta al minimo.

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