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Virus Zika distruttivo come Alzheimer? Attacca cervello degli adulti

Il virus Zika non attaccherebbe solo il cervello dei nascituri, provocando così la microcefalia, ma anche quello degli adulti. E' il risultato di uno studio americano che avverte come il virus Zika potrebbe essere potenzialmente distruttivo come il morbo di Alzheimer, poiché l'infezione va a colpire le cellule staminali neurali presenti anche in un cervello adulto.

In Brasile era già partita la macchina delle Olimpiadi di Rio 2016 e nemmeno la potenziale pericolosità del virus Zika era in grado di fermarla, anche perché in realtà nessuno ci ha provato veramente anche se l'infezione è stata definitica come una "minaccia di salute globale". Nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ammesso che il virus Zika può causare la microcefalia nei nascituri e il CDC americano ha avvertito che l'infezione può provocare nascite premature nonché problemi agli occhi e patologie neurologiche nei bambini nati da madri che sono state infettate durante la gravidanza, i Giochi si continuano a svolgere con regolarità. Non è servito nemmeno rendere noto che il virus Zika si può trasmettere per via sessuale, poiché per arginare il problema è bastato distribuire preservativi gratis.

La ricerca sul virus Zika però prosegue, visto che non è ancora chiaro come sia iniziata questa epidemia nelle Americhe (tanto che c'è chi non esclude un qualche possibile nesso con le zanzare OGM liberate in Brasile). Così gli scienziati della Rockefeller University (New York) e de La Jolla Institute for Allergy and Immunology (LIAI, California) hanno scoperto che il virus Zika può potenzialmente essere distruttivo tanto quanto il morbo di Alzheimer.

I ricercatori sono infatti arrivati alla conclusione che l'infezione non attacca solo i nascituri ma anche gli adulti, soprattutto quelli con un sistema immunitario debilitato. L'infezione infatti sembra essere in grado di andare ad attaccare le cellule cerebrali adulte. "Questo è il primo studio che osserva l'effetto del virus Zika sul cervello adulto" spiega Joseph Gleeson, professore aggiunto alla Rockefeller, avvertendo che "l'infezione potrebbe non essere così innocua come la gente pensa".

I risultati dello studio condotto in laboratorio sui topi e pubblicato su Cell Stem Cell suggerisce infatti che il virus Zika può intaccare il cervello di un adulto e provocarne "il caos", come dichiara Sujan Shresta della LIAI. Shresta ammette che "la maggior parte degli adulti che sono stati infettati dallo Zika raramente mostrano sintomi rilevabili", ma aggiunge che fino fino a questo momento i medici non sapevano "cosa andare a cercare".

Lo Zika infatti attaccherebbe le cellule staminali neurali, e questo giustificherebbe i casi di microcefalia. Gli scienziati ipotizzano però che il cervello adulto conserva sacche di queste cellule progenitrici, che nei topi si trovano nel prosencefalo e nell'ippocampo. Utilizzando dei biomarcatori fluorescenti, il gruppo guidato da Gleeson e Shresta ha osservato che se il topo è infetto dallo Zika "parti del suo cervello si illuminano come un albero di Natale".

Secondo i ricercatori quindi il virus Zika impedirebbe la generazione di nuovi neuroni in quelle parti del cervello adulto dove risiderebbe l'apprendimento e la memoria. Nel tempo quindi le persone infettate dal virus Zika potrebbero presentare un declino cognitivo e delle condizioni neuropatologiche, come la depressione e il morbo di Alzheimer appunto.

Gli scienziati ipotizzano inoltre che proprio quest'uccisione di cellule staminali neurali potrebbe essere alla base della sindrome di Guillain-Barré (quando il sistema immunitario attacca le parti del sistema nervoso), che colpisce alcune persone infettate dal virus Zika.

Anche se questo studio non può confermare che i danni causati dal virus alle cellule staminali avranno conseguenze biologiche durature, apre all'ipotesi che l'infezione da Zika negli adulti non sia solo un fenomeno transitorio e senza conseguenze. Gleeson chiede quindi alle autorità sanitarie internazionali di monitorare l'infezione da Zika in tutti i gruppi, e non solo nelle donne in gravidanza. Soprattutto perché circa un mese fa sembra esserci stato nello Utah (Stati Uniti) il primo caso di trasmissione di virus Zika tra persone senza che queste abbiano avuto rapporti sessuali.

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